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Il “leggendario” investitore Warren Buffett, attraverso la sua holding Berkshire Hathaway, sarebbe in trattative avanzate per acquistare OxyChem, la divisione petrolchimica di Occidental Petroleum, per una cifra vicina ai 10 miliardi di dollari. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti vicine al negoziato. L’operazione, se confermata, rappresenterebbe la più grande acquisizione per Berkshire dall’inizio del 2022 e consoliderebbe ulteriormente il legame tra Buffett e la compagnia texana.
Occidental Petroleum: molto più che petrolio e gas
Occidental Petroleum, con sede a Houston, è conosciuta soprattutto per le attività legate al petrolio e al gas, ma possiede anche una divisione chimica di primo piano: Occidental Chemical Corporation (OxyChem).
Questa unità produce sostanze fondamentali per diversi settori industriali: dal trattamento delle acque alla produzione di carta, fino al riciclo delle batterie. Nonostante sia meno nota rispetto al core business energetico, OxyChem ha registrato risultati solidi: quasi 5 miliardi di dollari di vendite nei dodici mesi terminati a giugno 2025.
La capitalizzazione complessiva di Occidental Petroleum è oggi intorno ai 46 miliardi di dollari, e Berkshire Hathaway ne è già il maggiore azionista, con una quota significativa acquisita negli ultimi anni.
Una strategia che guarda oltre l’energia
Per Buffett, l’acquisizione di OxyChem rappresenterebbe una nuova scommessa sul comparto chimico, un settore che ha già dimostrato di apprezzare. Già nel 2011, infatti, Berkshire aveva rilevato il produttore di chimica specialistica Lubrizol, per quasi 10 miliardi di dollari (inclusi i debiti).
L’eventuale ingresso in OxyChem consentirebbe a Berkshire di diversificare ulteriormente le sue attività, aggiungendo una divisione con flussi di cassa stabili e meno esposta alla volatilità del prezzo del petrolio, che resta invece determinante per l’andamento di Occidental.
Non è un dettaglio da poco: Buffett, noto per la sua filosofia di investimento prudente e orientata al lungo periodo, punta spesso su business “resilienti”, capaci di generare ricavi costanti anche in contesti di mercato difficili.
Il peso di Occidental nella storia del petrolio
Occidental Petroleum non è un nome qualsiasi nella storia dell’energia. Fondata nel 1920 a Los Angeles da un piccolo gruppo di investitori, rimase a lungo una compagnia regionale, fino a quando nel 1957 entrò in scena Armand Hammer.
Hammer, imprenditore carismatico e visionario, acquistò una quota rilevante della società e ne divenne presidente. Fu lui a trasformare Occidental in un gigante internazionale, stringendo contratti in Libia, in Medio Oriente e persino con l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Una strategia che fece di Occidental uno dei grandi player dell’energia globale, capace di competere con colossi come Exxon e Chevron.
Negli ultimi anni, la compagnia ha dovuto affrontare le sfide legate alla transizione energetica, al calo dei prezzi del greggio in alcuni periodi e alle pressioni ambientali. Proprio per questo la vendita di OxyChem potrebbe rappresentare un’opportunità per concentrare le risorse sul business principale, alleggerendo il debito e dando nuovo slancio alle strategie future.
Buffett e la logica dell’investimento
La possibile acquisizione di OxyChem non sorprende chi segue da vicino le mosse di Buffett. Il miliardario di Omaha, oggi 95enne, ha costruito la sua fortuna investendo in aziende solide, spesso in settori considerati “noiosi” ma fondamentali per l’economia reale: ferrovie, assicurazioni, energia, beni di consumo.
Berkshire Hathaway non è solo un conglomerato finanziario, ma un vero e proprio ecosistema di società partecipate che generano dividendi e utili stabili. Aggiungere OxyChem a questo portafoglio significherebbe rafforzare la presenza in un settore che, pur meno appariscente della tecnologia, resta essenziale per il funzionamento di interi comparti industriali.