Wall Street travolta dalle vendite

16 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Indici pesanti a Wall Street, sulla delusione per la fiducia del Michigan di luglio e sui timori di deflazione generati dai prezzi al consumo risultati in calo dello 0,1% a giugno, come da attese. Il mercato a stelle e strisce sembra aver completamente ignorato l’ok arrivato ieri dal Senato alla riforma finanziaria, che ora aspetta la firma del presidente Obama e le trimestrali migliori delle attese di GE, BoA e Citigroup. Il settore finanziario non è riuscito a risollevarsi neanche con il balzo di Goldman Sachs, sull’accordo transattivo con la Sec. Il Dow Jones mostra un ribasso del 2,02%, l’S&P500 un decremento del 2,33% e il Nasdaq una minusvalenza del 2,49%. Giornata pesante per il comparto finanziario, nonostante i buoni conti trimestrali di BoA e Citigroup. Il primo colosso bancario ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile di 3,1 miliardi di dollari, 27 cents per azione, in calo dai 3,2 miliardi di dollari (33 cents per azione del 2009), battendo il consensus che era di 22 cents per azione. Batte le attese del mercato anche l’utile netto di Citigroup. Il gruppo finanziario americano ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un profitto di 2,73 mld di euro, o un eps di 0,09 dollari contro i 4 cents previsti dagli analisti. Nello stesso periodo dello scorso anno si era registrato un utile maggiore, pari a 4,39 mld. In bella mostra invece Goldman Sachs, galvanizzato dall’accordo transattivo raggiunto con la Sec in merito alla scarsa trasparenza dell’operazione Abacus. L’istituto ha accettato di pagare una multa da 550 milioni di dollari, ammettendo che il “materiale promozionale le transazioni Abacus 2007-AC1 conteneva informazioni incomplete”. Gli analisti della banca d’affari BoA-Merrill hanno alzato la raccomandazione sul titolo GS a buy da neutral. Risultati contrastanti per il motore di ricerca più famoso al mondo, Google, che ha annunciato i conti trimestrali nella notte, a mercati Usa chiusi. Il secondo trimestre si è chiuso con un risultato netto in aumento del 24% a 1,84 miliardi di dollari, pari a 5,71 dollari per azione, rispetto agli 1,49 miliardi (4,66 dollari per azione) registrati nello stesso periodo dello scorso anno. L’EPS escluse le poste straordinarie è stato pari a 6,45 dollari per azione inferiore ai 6,52 dollari stimati dagli analisti. Migliori delle attese invece i numeri del giro d’affari pari a 5,09 miliardi oltre i 4,99 indicati dal consensus.