WALL STREET SUPER, BUY ED EUFORIA. MA DURERA’?

19 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Altra seduta euforica per gli indici americani, spinti al rialzo dal piano di salvataggio annunciato congiuntamente alla Casa Bianca da Fed, Sec e governo Usa, mirato al rilancio dell’intero comparto bancario e necessario per ridare fiducia agli investitori e ridare ossigeno a un mercato creditizio paralizzato. Il presidente George W. Bush, ammettendo la gravità della situazione, ha detto che “misure imponenti per restituire stabilità e fiducia ai mercati” sono allo studio.


Un piano da centinaia di miliardi di dollari, forse 1.000, che potrebbe arrivare a valere dieci volte quello Marshall e che e’ il piu’ forte intervento pubblico nell’economia dalla Grande Depressione negli anni Trenta. Secondo alcune fonti politiche di Washington Ben Bernanke avrebbe detto ad alcuni rappresentanti del Congresso che o il braccio legislativo approva rapidamento il piano del governo, “o il sistema finanziaro Usa va verso il collasso“.

I listini hanno chiuso in forte progresso, anche se lontani dai migliori livelli giornalieri, per via di alcune prese di beneficio maturate sul finale di seduta. Infatti le perplessita’ di fondo rimangono tutte e la crisi americana e’ tuttora di una gravita’ assoluta. Il rialzo complessivo delle ultime due sedute a Wall Street resta comunque il migliore degli ultimi 6 anni, mentre la performance settimanale, che solo due giorni fa era posizionata a rivelarsi la peggiore dal 2002, si attesta ad una perdita media di appena un punto percentuale. Una settimana piatta, con tutto quel che e’ successo.

Il Dow Jones, oscillato di 1000 punti tra il bottom di giovedi’ e il top di venerdi’, ha chiuso con un rialzo del 3.36% a 11389, l’S&P500 del 3.98% a 1254 (+8.0% in due giorni), il Nasdaq ha guadagnato il 3.40% a 2273. In avvio di seduta il listino tecnologico era schizzato fino a segnare un progresso superiore al 5%.

Dopo le brutte vicende degli ultimi giorni, che hanno comportato il fallimento di Lehman Brothers, il salvataggio di AIG, la nazionalizzazione dei colossi dei mutui ipotecari Fannie Mae e Freddie Mac e la vendita forzata di Merrill Lynch a Bank of America, e’ tornata un minimo di fiducia tra gli investitori, ora meno preoccupati sul futuro delle banche d’affari sopravvisute alla crisi.

“Quello che il governo e le agenzie di regolamentazione hanno cercato di fare altro non e’ che il ripristino della fiducia e l’allontamento della paura” ha dichiarato Robert Doll, chief investment officer di BlackRock, a Bloomberg Television. “Cio’ avra’ un buon effetto nel breve periodo e migliorera’ senza dubbio il sentiment generale degli investitori”.

Grazie alle iniziative del governo (che si impegnera’ a comprare per 10 o 20 centesimi per un dollaro gli asset “tossici” delle banche, sperando poi di rivenderli in un secondo momento al capitale privato) ora appare piu’ vicino il superamento della crisi, anche se il processo sara’ lungo e doloroso. L’altro scenario sarebbe stato il collasso finanziario nel giro di pochi giorni, e, come ha detto Paulson, “per i contribuenti questo piano di salvataggio costera’ molto, ma meno dell’alternativa”. Uno degli scopi e’ fare anche in modo che le banche ricomincino a prestare denaro, alle aziende, alle famiglie e tra se stesse, dopo il blocco quasi totale di questa settimana.

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e’ intervenuto in una conferenza straordinaria in mattinata, accompagnato dal segretario al Tesoro Paulson, dal presidente della Fed Bernanke, e dal presidente della Sec Cox, per spiegare con tono molto sobrio agli americani la gravita’ della crisi finanziaria, dalla quale vengono “sfide senza precedenti”.

La creazione di uno strumento del tipo RTC, come annunciato dal segretario al Tesoro Paulson, ripulira’ i bilanci delle banche dagli asset “cattivi”, mentre le nuove regole emesse dalla Sec valide da oggi impediranno ai ribassisti di speculare al ribasso sui prezzi delle azioni bancarie e finanziarie. Senza questi interventi, il sistema rischiava di saltare, anche se molti operatori non sono d’accordo sulla linea dell’interventismo statale decisa dal governo degli Stati Uniti.

“All’inizio di questa settimana cio’ che si prospettava per l’investitore non era una semplice perdita, ma una perdita assoluta, totale” afferma Gary Dugan, chief investment officer di Merrill Lynch Global Wealth Management. “La proposta del governo americano rappresenta una vera e propria scialuppa di salvataggio che fara’ ripartire gli investimenti”.

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A contribuire alla crescita dei listini e’ stato anche il divieto di ‘short selling’ (vendite allo scoperto) deciso da oggi dalla Sec per 799 banche e titoli finanziari quotati sulle borse Usa, valido fino alle 11:59 p.m. del 2 ottobre 2008, ma che potrebbe anche essere prolungato.

Clicca sulla lista Sec di tutte le banche su cui e’ vietato lo short selling

“La Sec e’ disposta ad utilizzare tutte le possibili armi in arsenale per combattere la manipolazione del mercato che minaccia gli investitori ed i mercati dei capitali” ha annunciato il presidente della Securities and Exchange Commission, Christopher Cox. “L’ordine di emergenza temporanea che evitera’ lo ‘short selling’ dei titoli finanziari riportera’ l’equilibrio sui mercati”.

A guidare la strada dei rialzi e’ stato naturalmente il comparto finanziario (l’indice di settore XLF ha chiuso con un balzo di poco inferiore al 10%), mentre a cedere visibilmente terreno sono stati sia l’oro che i Titoli di Stato (vedi sotto), negli ultimi giorni al centro della speculazione. Tra i singoli titoli si distinguono le brillanti performance di Goldman Sachs, in progresso +20% dopo essersi spinta fino a segnare una crescita del +33% nel preborsa; acquisti anche su Morgan Stanley, fino a giovedi sera’ alla disperata ricerca di un accordo per la vendita di una quota del gruppo, arrivata a guadagnare nel pre-mercato oltre 50%, rismensionatosi poi a +21% in chiusura.

Buy su WaMu (+61% nel pre-borsa, +42% sul finale) e Wachovia (+51% e +29%). Il titolo del gruppo assicurativo AIG ha archiviato la sessione in progresso clamoroso del +55% (voci che gli azionisti vogliano adesso opporsi al piano di takeover della Sec + Tesoro), +22% per Citigroup e +12% per JP Morgan. Perfino il colosso dell’auto General Motors, che tra l’altro aveva una notevole esposizione sul disastrato comparto dei mutui attraverso il braccio finanziario GMAC, e’ risultato in crescita +30% (si parla anche di un pacchetto di aiuto al settore auto, come se i soldi pubblici fossero infiniti).

Negli altri settori, da segnalare il solido rialzo del gruppo software Oracle, forte della trimestrale risultata migliore delle attese. In buon progresso anche le societa’ energetiche Exxon Mobil e Chevron (componenti del Dow Jones), sostenute dall’estensione del greggio al di sopra della soglia psicologica dei $100. I contratti futures con consegna ottobre hanno guadagnato un progresso di $6.67 a $104.55 al barile. La performance settimanale e’ pari a +3.3%.

Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro in rialzo rispetto al dollaro. Nel tardo di pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ pari a 1.4473. In netto calo l’oro. I futures con consegna dicembre sull’oro sono arretrati di $32.30 a $864.70 l’oncia, con minimi intraday di $828.50 (per un ribasso -7.6%). Era dal 7 novembre 1980 che non si assisteva ad un crollo di queste dimensioni dell’oro. Tonfo infine dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ schizzato al 3.7690%.

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