Wall Street sprint dopo intesa per evitare default Stati Uniti

10 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in forte rialzo per Wall Street con il Dow Jones che guadagna oltre 300 punti e si riporta al di sopra della soglia dei 15.000 punti sull’onda di un possibile accordo al Congresso americano per evitare il default. I leader repubblicani, che incontreranno nel pomeriggio americano il presidente Barack Obama alla Casa Bianca, stanno valutando un aumento del tetto del debito per sei settimane, in modo da oltrepassare la scadenza del 17 ottobre e avere piu’ tempo per le discussioni.

In chiusura, l’indice Dow Jones guadagna il 2,18% a 15.126 punti, il Nasdaq Composite sale del 2,26% a 3.761 punti e lo S&P 500 avanza dell’2,21% a 1.693 punti. Per il DJIA si tratta del maggior rialzo in un anno e mezzo.

Il petrolio ha terminato in rialzo: i future con consegna a novembre hanno aggiunto 1,4 dollari, l’1,4%, a 103,01 dollari il barile. Nel frattemo, i titoli di Stato americani si sono confermati in lieve calo con rendimenti in aumento al 2,69% per il titolo decennale, benchmark del settore, e al 3,74% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3526 dollari e il biglietto verde sale a 98,20 yen.

I leader repubblicani alla Camera hanno messo a punto un piano per alzare il tetto del debito di sei settimane senza condizioni politiche, una svolta che dovrebbe disinnescare almeno nell’immediato il rischio di un default degli Stati Uniti. Il Tesoro aveva ammonito che le risorse federali si esauriranno dopo il 17 ottobre senza un innalzamento del tetto rispetto agli attuali 16.700 miliardi di dollari.

Al Senato, i democratici sembrano disposti ad accettare un aumento del tetto sul debito, ma a condizione che ogni eventuale e successivo incremento della soglia non sia ancorato a condizioni che possano minare la riforma sanitaria Obamacare.

Un nuovo sondaggio ha messo intanto in evidenza che il sostegno a favore dei repubblicani è sceso al 28% dal 38% di settembre; si tratta del valore minimo dalla fine del 1998, quando i repubblicani votarono l’impeachment dell’allora presidente americano Bill Clinton. Il consenso per i democratici si attesta al 43%, in calo di pochi punti.

Intanto a essere ottimista sulla fine dell’impasse è il fondatore di Pimco default Usa spaventa e Bill Gross, che ha ammesso di star acquistando Treasuries americani, a fronte del fondo Fidelity che li sta invece vendendo. Secondo Gross, è quasi impossibile che gli Stati Uniti facciano default.

Ottimista anche il fondo giapponese Kokusai Asset, che non ritiene che i Treasuries faranno default, e che per questo motivo non hanno smobilizzato investimenti nei bond Usa.

Non distoglie gli acquisti, l’inatteso rialzo delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, arrivati ai massimi dello scorso marzo. La scorsa settimana il dato è cresciuto di 66mila unita’ a quota 374mila. Si tratta del maggiore incremento da circa un anno mentre il livello e’ il piu’ alto da marzo. Secondo i dati del dipartimento del Lavoro, 15mila delle nuove richieste sono state presentate da lavoratori non federali rimasti senza lavoro a causa dello shutdown delle attivita’ pubbliche. Oltre la meta’ dell’incremento e’ inoltre originato dalla California dove e’ in atto una fase di transizione a un nuovo sistema informatico che ha complicato la raccolta dei dati. A settembre lo Stato ha riportato in difetto il reale numero delle proprie richieste iniziali.

Il default Usa spaventa e i Treasuries sono arrivati a essere percepiti più rischiosi dei bond italiani e spagnoli.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,07% a $1,3533, dollaro/yen +0,47% a JPY 97,79. Euro/franco svizzero +0,05% a CHF 1,231, euro/yen +0,56% a JPY 132,35.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,77% a $109,90 al barile, dopo la notizia del rapimento del premier libico mentre le quotazioni dell’oro -0,77% a $1.296,80 l’oncia.