Wall Street, rimbalzo per ora riuscito

4 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – All’indomani di un forte sell-off, Wall Street rimbalza confortata anche dal dato migliore delle stime degli ordini alle fabbriche. Gli investitori sembrano riportare la loro attenzione sulla Corporate America, soprattutto alla luce dell’annuncio fatto da Microsoft sulla nomina del nuovo amministratore delegato. Come da attese è Satya Nadella. Ci sono poi una serie di risultati societari che riportano fiducia.

A fine seduta, il Dow guadagna lo 0,47% a 15.445 punti, il Nasdaq fa +0,88%, riagganciando la soglia dei 4.000 punti a 4.032 punti. Infine lo S&P 500 guadagna lo 0,75% a 1.755 punti. Gli investitori hanno gnorato le vendite che hanno colpito l’azionario nei mercati emergenti, sceso sui minimi di cinque mesi complice i deludenti dati sull’attivita’ manifatturiera di ieri in Cina e Stati Uniti. Il Nikkei ha chiuso ai minimi da quattro mesi dopo che lo yen è salito ai massimi da due mesi contro l’euro e il dollaro.

Il petrolio ha chiuso la seduta in rialzo: i future a marzo sono avanzari di 76 centesimi, lo 0,8% a 97,19 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani si avviano a chiudere in calo con rendimenti in aumento al 2,62% per il benchmark decennale e al 3,59% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3515 dollari mentre il biglietto verde avanza a 101,62 yen.

Nonostante il rimbalzo odierno, sono in molti gli analisti che credono che il mercato sia nel mezzo di una correzione, che potrebbe far scendere lo S&P 500 di un altro 4-5% Secondo Peter Cardillo di Rockwell Global “vedremo livelli di supporto tra 1.710 e 1.720 punti. Se questi dovessero essere bucati, si scenderà fino a quota 1.675”.

Secondo alcuni esperti di analisi tecnica, Wall Street assisterà all’arrivo di nuovi sell, anche se il grado di pessimismo varia a seconda dei casi.

Dennis Gartman, per esempio, afferma di non essere pronto a ritenere che questo sia “un mercato orso”. Detto questo, “ritengo che si presenterà una correzione molto forte. Gartman, editore di Gartman Letter, ha un rating “neutral” sull’azionario e prevede una correzione per lo S&P 500 -15%.

L’indice è in calo -5,7% dall’inizio dell’anno, e nella seduta di lunedì ha ceduto -2,3%. Il listino ha accelerato al ribasso dopo aver rotto al ribasso il supporto di 1.770 punti. A tal proposito Scott Redler di T3Live.com fa notare che l’indice, scivolando sotto tale livello, è sceso sotto la media mobile degli ultimi 100 giorni, per poi capitolare anche sotto un livello considerato chiave dai trader, il minimo di novembre a 1.746.

Per Redler, la prossima linea di difesa è a quota 1.736, media mobile degli ultimi 150 giorni, e poi a 1707, media mobile degli ultimi 200 giorni.

Di diverso parere Frank Fantozzi, presidente e fondatore di Planned Financial Service secondo cui “un calo del 3,5% in un mese non va visto come qualcosa di cui preoccuparsi. Dal 2009, abbiamo avuto una perdita mensile per ogni tre mesi di guadagni. Consigliamo ai nostri clienti di puntare sui mercati emergenti, che sono a buon mercato in questo momento e sugli degli Stati Uniti, in quanto riteniamo che il quadro macro rimanga intatto”.

Sul fronte macro, fari accesi sugli ordini all’industria di dicembre, scesi meno delle attese dell’1,5% contro le stime di mercato che erano per un calo del 2% dopo la crescita dell’1,8% di novembre.

A livello societario, scende nel finale il titolo Microsoft (-0,36%)) dopo la nominato come CEO, con effetto immediato, di Satya Nadella. Quest’ultimo è stato finora vice presidente esecutivo del settore cloud e imprese del colosso di Redmond. Zynga sale di oltre il 2% negli scambi del preborsa. Ieri il gruppo ha detto che taglierà la forza lavoro del 15%. Michael Kors Holdings ha registrato un miglioramento dei risultati più forte delle attese e ha innalzato le previsier l’anno, grazie al fatto che la domanda delle sue borse e dei suoi accessori non ha evidenziato segni di rallentamento. L’ad di Google, Eric Schmidt, si è detto fiducioso sul fatto che Lenovo riceverà l’approvazione delle autorità Usa per l’acquisto della controllata Motorola. Yum Brands ha confermato le previsioni di utile, nonostante i timori di un ritorno dell’influenza aviaria in Cina, principale mercato di sbocco.

Sul valutario, euro -0,10% a $1,3510, dollaro/yen +0,31% a JPY 101,28; euro/franco svizzero +0,30% a CHF 1,2217. Euro/yen +0,23% a JPY 136,87.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,22% a $96,64, oro -0,43% a $1.254,50.