Wall Street: i cali si fanno pesanti

27 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Prosegue in pesante ribasso la seduta per l’azionario americano, che continua a essere messo sotto pressione dal mancato raggiungimento di un accordo sul debito, mentre il tempo per evitare il default sta per scadere. A pagarne le spese e’ stato in un primo momento, il dollaro, che ha toccato i nuovi minimi contro il franco svizzero. Negli ultimi scambi pero’ il biglietto verde si e’ arrampicato sui massimi di seduta e guadagna terreno contro l’euro.

In chiusura il Dow cede l’1,59%, il Nasdaq il 2,65% e l’S&P il 2,03%. Se continua di questo passo, il mercato accusera’ la sua seconda settimana in rosso nelle ultime tre. Sembra che il mercato abbia finalmente realizzato quanto vicino e’ il giorno in cui il debito Usa potrebbe cadere in default tecnico. Anche i Treasuries Usa a breve termine vengono colpiti dai ribassisti. Solo l’oro la scampa, anche se i guadagni si sono ridotti dopo il raggiungimento della quota record di $1.628 l’oncia.

A tal proposito, da segnalare che, guardando ai cds, gli Stati Uniti hanno sorpassato l’Italia e Unicredit riguardo alle scommesse di un default. Sul fronte economico, delusione per gli ordini di beni durevoli, come frigoriferi e lavatrici. La domanda e’ scesa a sorpresa del 2,1% in giugno. Ora attesa per altri dati, tra cui il Beige Book.

Intanto in Europa i rendimenti sul decennale spagnolo sono saliti sopra il 6% per il terzo giorno consecutivo e Piazza Affari cede piu’ del 3%, colpita per il balzo dei rendimenti nell’ultima asta di titloli indicizzati all’inflazione. Cosi’ si annulla l’effetto della misure di austerita’ presenti nella manovra economica.

In Usa il costo per assicurarsi per cinque anni contro il default del debito e’ salito ai massimi da febbraio 2010. Ma a fare ancora piu’ impressione sono i livelli toccati dai CDS a un anno. In uno scenario ancora molto incerto, naturale che a trarne vantaggio sia l’oro. I prezzi hanno toccato una nuova punta storica a $1.628 l’oncia.

A pesare sugli scambi delle piazze finanziarie europee e in particolare su quelli dei titoli bancari, sono le parole pronunciate dal ministro delle Finanze tedesco Wolfang Schaeuble, che ha frenato sull’acquisto di bond governativi sul mercato secondario con i fondi dell’Efsf. Il fondo di salvataggio europeo non ha “carta bianca” per procedere agli acquisti, ma puo’ agire solo in circostanze eccezionali e soltanto se la Bce lo riterra’ necessario.

Tra i singolit titoli sotto i riflettori a New York, Amazon.com. Il colosso delle vendite al dettaglio online ha reso noto di aver riportato nel secondo trimestre utili in calo a $191 milioni, contro i $207 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, ma comunque al di sopra delle attese del consensus. In premercato il titolo è arrivato a salire del 5,6% dopo la comunicazione del bilancio, avvenuta ieri a chiusura dei mercati. In calendario una nuova carrellata di utili. Boeing ha battuto le stime sul fronte degli utili e i titoli avanzano. Bene anche i conti di ConocoPhillips: i profitti sono stati pari a $2,41 per azione, contro i $2,21 delle stime.

Sul fronte delle commodities, intanto, dopo la pubblicazione delle scorte i futures sul petrolio scambiati sul Nymex perdono oltre il 2% a $97,4 al barile; l’oro scende dai massimi testati a quota $1.628, avanzando a $1.615,1 l’oncia.

Sul fronte valutario, l’euro scende sul dollaro a $1,4371, mentre il biglietto verde ha ceduto quota sul franco svizzero scivolando ai minimi assoluti. Quanto ai rendimenti sul 10 anni i rendimenti guadagnano 0,9 punti base al 2,960%.