Wall Street: floor riapre i battenti dopo due mesi di stop, presenti solo un quarto dei broker

27 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Dopo due mesi di stop forzato, per via dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, ieri Wall Street ha riaperto il
floo. Era il 20 marzo scorso, quando il parterre del NYSE ha chiuso i battenti per via dell’impennata dei contagi.

Ieri la sala era riempita solo per un quarto: presenti soltanto 80 broker, circa il 25% rispetto al solito. Inoltre, tutti dovranno indossare la mascherina e mantenere rigide regole di distanziamento sociale.

Alle circa 100 persone, tra operatori e addetti, ammesse nell’edificio che ospita il listino statunitense è stato anche chiesto di evitare di muoversi con mezzi pubblici e tutte saranno sottoposte a screening sanitario per verificare che non manifestino segni di infezione da Covid 19.

Il Nyse è uno dei pochi mercati finanziari al mondo che non ha completamente abbandonato le “grida”, gli scambi tradizionali con i trader raccolti in un unico luogo fisico, anche se in gran parte gli scambi sono solo telematici.

A suonare la campanella ieri ci ha pensato è il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, che si è poi congedato dando simbolicamente un “cinque” a distanza alle persone che lo hanno accompagnato sul balcone. Il governatore ha spiegato che la riapertura arriva dopo che i “newyorkesi hanno abbassato la curva dei contagi e rallentato l’epidemia”.

Se la situazione  a New York appare in miglioramento, l’emergenza Covid-19 negli Stati Uniti appare lontana dall’essere risolta: gli ultimi dati indicano come in almeno 18 Stati Usa il numero di contagiati sia salito, dall’Alabama all’Arkansas, dalla California alla Georgia.

Un’escalation che sembra coincidere proprio con l’allentamento delle restrizioni e che fa temere l’arrivo di quel secondo picco all’interno della prima ondata di contagi, così come ipotizzato da alcuni esperti americani e anche dai vertici dell’Oms.