WALL STREET: DOPO IL RALLY TORNANO LE VENDITE

31 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ conclusa con gli indici in rosso. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.71% a 10.467, l’S&P500 lo 0.61% a 1191, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.36% a 2.068. Dopo i forti guadagni della scorsa settimana, sui mercati hanno pesato le prese di beneficio e il rincaro del greggio, in recupero sul finale.

Nonostante la parentesi negativa odierna, il mese di maggio e’ stato molto positivo per il mercato azionario. Gli indici hanno registrato una performance mensile di tutto rispetto (Dow +3.43%, Nasdaq +7.9%) e gli indicatori economici hanno affievolito le paure relative ad un aumento dell’inflazione, negli ultimi mesi “sorvegliata speciale” degli operatori soprattutto per le possibili mosse della Federal Reserve su nuove strette creditizie.

Per quanto riguarda le notizie economiche, si sono rivelati contrastati i dati in calendario. In particolare, l’indice del Chicago Pmi , l’indicatore che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di Chicago, a maggio ha subito un netto calo a 54.1 punti. Si tratta del valore piu’ basso degli ultimi due anni. Le attese degli analisti erano per un decremento piu’ contenuto a quota 62 punti.

Decisamente migliore il dato relativo alla fiducia dei consumatori del mese di maggio. L’indicatore e’ salito a 102.2 punti dai 97.5 di aprile. L’indice e’ risultato superiore anche alle attese degli economisti che erano per una flessione a quota 96. Negli ultimi mesi, l’indicatore aveva registrato tre cali consecutivi.

Nel settore energetico, il petrolio ha esteso i recenti guadagni. Dopo essere stato sotto pressione quasi per l’intera seduta, il contratto future con scadenza luglio ha terminato la sessione in rialzo di 12 centesimi a quota $51.97 al barile. A causa della chiusura dei mercati per la ricorrenza del Memorial Day, ricordiamo che questa settimana il dato sulle scorte di petrolio non verra’ comunicato mercoledi’, come di consueto, ma giovedi’.

Passando alla cronaca societaria, ancora una volta sotto i riflettori American International Group. In seguito a delle verifiche effettuate sui bilanci degli ultimi cinque anni, il colosso assicurativo ha annunciato che l’utile netto alla fine del 2004 e’ ammontato a $9.73 miliardi, ben al di sotto degli $11.05 mld annunciati in precedenza. Il titolo ha ceduto quasi l’1.50%.

Male anche Alcoa. Sul titolo sono scattate le vendite dopo che la societa’ e’ finita nell’inchiesta sull’industria dell’alluminio.

Tra gli altri componenti del Dow Jones, hanno riportato i maggiori ribassi anche Home Depot, Walt Disney e IBM. In positivo, invece, Boeing, American Express e Caterpillar.

Nel settore petrolifero, sia Exxon Mobil che Chevron Texaco sono state oggetto di un upgrade e di commenti favorevoli di diverse banche d’affari.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 11 sezioni in tempo reale
riservate agli abbonati a INSIDER. Se non sei gia’ abbonato, clicca sul
link INSIDER

Giudizi positivi sono stati espressi anche sul comparto Internet. Per gli analisti di Piper Jaffray, il business della pubblicita’ online e’ in netta crescita e Google sembra essere la societa’ meglio posizionata per trarne vantaggio. Il target price del gruppo e’ stato rivisto al rialzo da $275 a $300. Il titolo ha chiuso in progresso del 4.30%.

Sugli altri mercati, l’euro e’ in netto calo nei confronti del dollaro. La valuta europea sconta l’effetto del no referendario francese alla ratifica della Costituzione UE. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2304 (minimo di otto mesi).

In calo anche l’oro. Il future con scadenza giugno e’ arretrato di $2.40 a $416.90 all’oncia. In netto rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ scivolato al 3.99% dal 4.07% di venerdi’. L’ultima volta che lo yeld e’ sceso al di sotto del 4% e’ stato lo scorso 9 febbraio.

BORSA: NY CEDE SU SCIA DATI MACROECONOMICI CONTRASTANTI

23:24 NEW YORK (ANSA) – Le Borse statunitensi cedono terreno nel finale a causa dei dati macroeconomici in chiaroscuro che proiettano ombre sul reale stato di salute dell’economia Usa: il Dow Jones cede lo 0,61% a 10.467,48 punti,il Nasdaq lo 0,36% a quota 2.068,22, mentre lo Standard & Poor’s 500 segna un calo dello 0,61% a 1.191,51 punti.

Se l’indice che misura la fiducia dei consumatori balza a maggio oltre alle attese, a quota 102,2 da 97,5 di aprile, quello Pmi di Chicago – relativo all’andamento del comparto manifatturiero nell’area della città dell’Illinois – segna invece, sempre a maggio, uno scivolone superiore al previsto, a quota 54,1 (da 65,6 di aprile), che lo posiziona ai livelli più bassi da due anni. L’indice segue ad altri due indicatori, ovvero l’indice Fed New York e di Philadelphia che avevano ugualmente segnalato una fase di contrazione, e allunga quindi la serie di dati incerti.

Guardando all’andamento dei singoli titoli, American International Group (Aig) – il colosso assicurativo finito nel mirino del procuratore generale di New York Eliot Spitzer per frode contabile – cede l’1,51%, a 55,55 dollari, dopo aver effettuato rettifiche sui bilanci degli ultimi cinque anni. La revisione ha portato in totale a una riduzione complessiva dei profitti del gruppo nell’arco temporale pari a 3,9 miliardi di dollari. Più vicino il traguardo dei 300 dollari per Google: il titolo balza del 4,24% a 277,27 dollari, dopo che un analista di Piper Jaffray ha rialzato il target price.

Giornata negativa per la big dell’alluminio Alcoa, che con un calo dell’1,35%, a 27,10 dollari, risulta tra i titoli più in perdita del Dow Jones. Il gruppo ha reso noto di essere stato citato dal Grand Jury in relazione a un’inchiesta avviata nel settore dell’industria dell’alluminio. Male anche la big dei media e intrattenimento Walt Disney, che perde l’1,58% a 27,44 dolalri, dopo che il management ha lasciato intendere che la sua unità televisiva via cavo Espn,specializzata in trasmissioni sportive, probabilmente non eserciterà l’opzione sui diritti del prossimo campionato della National Hockey League. Vola Ameritrade (+3,27% a 14,86 dollari), uno dei principali broker online: la società tratta l’acquisizione di TD Waterhouse, controllata dalla banca canadese Toronto-Dominion,altro operatore del settore. L’operazione dovrebbe avere,secondo indiscrezioni di stampa, un valore di 2-3 miliardi.