Wall Street contrastata, gestori vedono grigio

21 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio positivo, torna l’incertezza sulla Borsa Usa. Non basta l’iniezione di liquidità in Cina da parte della banca centrale locale, gli investitori non trovano spunti per acquistare. Il focus è oltre che sulle trimestrali sulla Fed che si riunirà la prossima settimana. Secondo quanto rivelato in un report citato dal Wall Street Journal, la Banca centrale americana potrebbe continuare nella sua politica di tapering, portando gli acquisti mensili di bond e mutui a 65 miliardi di dollari al mese, dopo aver già ridotto nel mese di dicembre di 10 miliardi l’ammontare totale.

Nel finale, il Dow perde lo 0,27% a 16.414 punti, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,66% a 4.266 punti e lo S&P 500 fa +0,29% a 1.849 punti.

Il petrolio ha chiuso in rialzo: i future a febbraio sono saliti di 62 centesimi, lo 0,7% a 94,99 dollari il barile mentre il contratto a marzo e’ aumentato di 38 centesimi, lo 0,4%, a 94,97 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani proseguono negativi con rendimenti in rialzo al 2,82% per il titolo decennale, benchmark del settore, e al 3,74% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3557 dollari e il biglietto verde sale a 104,25 yen.

In una giornata priva di dati macroeconomici il focus va sulla Corporate America. I conti trimestrali di Verizon hanno battuto le attese degli analisti. In particolare, il gruppo di tlc ha riportato utili per 5,07 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2013, rispetto a perdite per 1,76 miliardi nello stesso periodo del 2012 quando il leader americano delle telecomunicazioni aveva contabilizzato oneri straordinari legati alle pensioni. Il giro d’affari è aumentato del 3,4%, oltre le attese, a 31,1 miliardi. Sale il titolo Alcoa, dopo che Jp Morgan ha promosso il titolo a overweight da neutral e ha aumentato il target price da 9 a 15 dollari.

Tra i titoli da osservare, GE, dopo che la conglomerata ha reso noto l’interesse per partecipare all’offerta per la società britannica di servizi petroliferi Expro International Group.

SolarCity in calo dopo che JP Morgan ha tagliato il rating sul titolo, citando il recente rally. Le quotazioni sono infatti balzate +32% da inizio anno, a fronte di un calo S&P -0,5%.

Sentiment diviso tra gli investitori. “Siamo piuttosto ottimisti – ha detto in una intervista a Bloomberg Richard Lacaille, responsabile investimenti presso State Street Global Advisors, che gestisce asset per $2.100 miliardi – L’economia globale sta migliorando. Da un punto di vista tattico, siamo d’accordo nell’affermare che sembra che l’azionario offre un valore migliore”.

Tutt’altre indicazioni sono invece arrivate dalll’ultimo sondaggio realizzato da Bank of America Merrill Lynch, da cui emerge che la percentuale dei gestori secondo cui ai livelli attuali il mercato è sopravvalutato è ai massimi dal 2000. Nel dettaglio, il 7% degli investitori crede che, a questi livelli, i titoli azionari statunitensi siano costosi. Male dunque le prospettive su Wall Street: solo il 6% degli intervistati punta su un aumento degli indici. Tre quarti degli investitori prevedono inoltre un’economia globale più forte nei prossimi 12 mesi, il valore più elevato in tre anni. Ma questo non basta per spazzare via le nuvole sui mercati emergenti. Il 15% degli intervistati ha detto di sottopesare i titoli azionari dei mercati emergenti. Mentre per il quinto mese consecutivo, i mercati azionari della zona euro restano quelli con le migliori prospettive di rivalutazione: il 41% degli intervistati mantiene un rating overweight, nominati come mercati preferiti.

Sul fronte degli utili, delle 52 società quotate sullo S&P che hanno reso noti i bilanci finora, il 62% ha battuto le attese sui profitti e il 63% ha riportato un fatturato migliore delle previsioni, stando ai dati compilati da Bloomberg.

Sul valutario, euro -0,21% a $1,3521; dollaro/yen +0,48% a JPY 104,66; euro/franco svizzero +0,28% a CHF 1,2367. Euro/yen +0,25% a JPY 141,50.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,34% a $94,69, il prezzo dell’oro -0,32% a quota $1.247,90 l’oncia.