Wall Street: chiusura record. Dow +600 punti

26 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Chiusura in forte rialzo per la Borsa Usa, che mette così la parola fine a sei sedute consecutive in calo. Il mercato beneficia oltre che delle notizie in arrivo dalla Cina anche dalle operazioni di M&A nel settore dell’energia. Il Dow Jones chiude con un rialzo superiore ai 600 punti (+3,95% a 16.285 punti). Guadagni sostenuti anche per il Nasdaq (+4,24% a 4.697 punti) e lo S&P 500 (+3,90% a 1.940 punti).

Per il terzo giorno di fila il New York Stock Exchange invoca la Rule 48, che consente di non disseminare i prezzi in vista dell’apertura delle contrattazioni. Una tale scelta facilita l’avvio degli scambi in giorni potenzialmente volatili.

Viene accolta positivamente la notizia dell’iniezione di liquidità, per un valore di 140 miliardi di yuan (l’equivalente di $21,8 miliardi), da parte della People’s Bank of China, la Banca centrale cinese. L’istituto aveva già proceduto ad abbassare i tassi per la quinta volta in un anno e a tagliare le riserve che le banche devono detenere obbligatoriamente di 50 punti base.

Da segnalare che, nell’ultima settimana e mezza, lo S&P 500 ha perso quasi $2.000 trilioni in capitalizzazione di mercato, con $900 miliardi che sono stati persi soltanto in due sessioni, nel corso di questa settimana. Nella sessione di ieri, il Dow Jones ha guadagnato più di 440 punti, per poi azzerare i guadagni nell’ultima ora di contrattazioni, sulla scia dei timori sulle prossime mosse della Cina. Lo S&P è passato dal massimo intraday +2,9% a una flessione -1,4%. L’indice – che per quasi quattro anni, era andato avanti senza mai subire una correzione, ovvero un calo -10% dai massimi – è precipitato -11% in sei giorni, al massimo da quando, nell’agosto del 2011, l’agenzia di rating S&P privò gli Stati Uniti del rating massimo della tripla A (AAA).

Volatilità massima sui mercati azionari Usa, con il Vix che oscilla al record dall’ottobre del 2011 dopo aver segnato un balzo record durato sei giorni.

Tra i titoli, sale Google (+3%) dopo che Goldman Sachs ha raccomandato di acquistare l’azione.

In fibrillazione il mercato M&A (delle fusioni e acquisizioni), con le quotazioni di Cameron International, società produttrice di attrezzature per l’industria energetica, che balzano +41%, dopo l’annuncio del suo acquisto da Schlumberger (-4%), per un valore di $14,8 miliardi.

Focus sulle prossime mosse della Federal Reserve. Oggi parlerà William Dudley, presidente della Fed di New York, in attesa che si apra il simposio di Jackson Hole, alla fine della settimana.

Dal fronte macroeconomico, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti nel mese di luglio hanno registrato una crescita del 2%, facendo nettamente meglio delle attese, che erano per un limitato rialzo dello 0,1%. Il dato, esclusi gli ordini al settore trasporti, è salito dello 0,6%, mentre ex difesa dell’1%. E’ stata rivista al rialzo la stima di giugno al +4,1% dalla lettura iniziale del +3,4%.

Sul valutario euro sotto $1,15. La moneta unica cede -0,92% a $1,1411.

Tra le materie prime il petrolio Wti non riesce a recuperare quota $40 e resta schiacciato sui minimi di sei anni e mezzo. I futures sul petrolio americano hanno chiuso in calo oggi, principalmente a causa delle preoccupazioni per la domanda, anche se i dati settimanali della Energy Information Agency indicano che le scorte americane di greggio sono calate più delle attese la scorsa settimana. Il future più scambiato sul Wti, il petrolio di riferimento americano, al Nymex ha chiuso a 38,6 dollari al barile, in calo dell’1,8% o di 0,71 dollari. L’oro, che ieri è tornato sotto i 1.140 dollari l’oncia, cede lo 0,64% a 1.131 dollari. L’argento fa ancora peggio: -1,61% a 14,38 dollari l’oncia.