Wall Street apre in rialzo. Range oscillazioni S&P a minimo in 20 anni

10 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Apertura in rialzo per la Borsa Usa con gli investitori che guardano al rialzo dei tassi che, oltre a interessare i Bund e i bond europei, colpisce anche i Treasuries. I tassi sui Treasuries a 10 anni sono saliti fino al record in otto mesi, attorno al 2,47%.

Nelle prime battute, il Dow segna un aumento dello 0,75% a 17.897 punti, il Nasdaq fa +0,48% a 5.038 punti mentre lo S&P 500 segna un aumento dello 0,67% a 2.094 punti.

I listini americani sembrano volere risollevarsi dopo la recente debolezza, legata alle attese per un rialzo quest’anno dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Basti ricordare che il Dow Jones ieri ha finito sui minimi del 2 aprile scorso e rispetto al record registrato in chiusura il 19 maggio scorso, ha perso il 3%.

Il grafico di Bloomberg mostra che quest’anno l’indice S&P 500 scambia all’interno del range più stretto da almeno il 1995, dunque 20 anni, con il minimo del 2015 che è inferiore di appena il 6,5% rispetto al massimo dell’anno. Simile la situazione in cui versano le società quotate nel listino, che in media si sono attestate in un range tra minimi e massimi con una differenza del 18%, la più contenuta degli ultimi due decenni.

Lo S&P 500 è salito di appena +1% nel 2015, dopo aver segnato rialzi a due cifre percentuali in ognuno degli ultimi tre anni e oscilla a un valore al di sotto di appena 5 punti rispetto al prezzo medio degli ultimi 100 giorni. Allo stesso tempo, l’indice non ha subito un calo dai massimi, pari ad almeno -10%, dunque non è entrato ufficialmente in fase di correzione, dall’ottobre del 2011: si tratta del periodo più lungo senza una flessione di quel livello, stando a quanto riporta Bloomberg, dal periodo di 55 mesi terminato nell’ottobre del 2007.

Tutto dipende dall’incertezza degli investitori su quanto accadrà nello scenario globale e su quelle che potrebbero essere le prossime mosse della Fed. I dati macro contrastanti non aiuti, visto che il Pil del primo trimestre si è contratto -0,7% su base annua, mentre il report occupazionale di maggio ha mostrato la creazione di nuovi posti di lavoro al tasso maggiore in cunque mesi, e il maggiore aumento dei salari in due anni.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio in volata del 3,4% a 61,65 dollari al barile. Brent +2,10% a $66,24. Oro +0,92% a $1.188,40, argento +1,27% a $16,16.

Sul valutario, l’euro +0,10% a $1,1295; dollaro/yen -0,89% a JPY 123,21.
(Lna)