Mercati

Wall Street aggiorna i massimi storici: S&P 500 oltre quota 7.000, Nasdaq al rally più lungo dal 2009

Torna a splendere il sole sulle borse americane, che aggiornano i record storici. Ieri sera, Wall Street ha archiviato un’altra seduta all’insegna dei massimi storici, confermando un trend rialzista che si rafforza giorno dopo giorno. L’S&P 500 ha chiuso a 7.041 punti (+0,26%), superando stabilmente la soglia psicologica dei 7.000, mentre il Nasdaq Composite ha toccato quota 24.102 (+0,36%), registrando la dodicesima seduta consecutiva in rialzo: la striscia positiva più lunga dal 2009.
In progresso anche il Dow Jones Industrial Average, salito dello 0,24% a 48.578 punti. Su base settimanale, la performance appare ancora più marcata: +3,3% per l’S&P 500 e +5,2% per il Nasdaq, a conferma della leadership del comparto tecnologico.

Geopolitica e mercati: la tregua spinge il rally

A sostenere il sentiment degli investitori è soprattutto il fronte geopolitico. Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su una possibile tregua tra Israele e Libano e su nuovi colloqui con l’Iran hanno rafforzato le aspettative di una de-escalation del conflitto.
L’annuncio di un cessate il fuoco di 10 giorni e la prospettiva di nuovi negoziati già nel prossimo fine settimana hanno alimentato la propensione al rischio, favorendo gli acquisti azionari. Non a caso, l’S&P 500 ha cancellato in pochi giorni tutte le perdite accumulate dall’inizio del conflitto.

 UBS mantiene view Attractive

Nel Daily Comment, Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, sottolinea come il rialzo azionario globale abbia raggiunto la nona seduta consecutiva, la più lunga da settembre, grazie anche al calo del petrolio legato alle speranze di dialogo tra Stati Uniti e Iran.

Secondo UBS, resta intatto il potenziale di crescita dei mercati nel medio termine: utili societari solidi e quadro macroeconomico favorevole potrebbero sostenere ulteriori rialzi dell’S&P 500 nel corso dell’anno. Tuttavia, Medio Oriente ed energia continueranno a rappresentare i principali driver nel breve periodo.

La banca mantiene una view “Attractive” sulle azioni statunitensi, privilegiando settori come beni di consumo discrezionali, finanziari, sanità, industria e utilities. Parallelamente, viene raccomandata una diversificazione del portafoglio attraverso obbligazioni di qualità, oro, materie prime e hedge fund.

Economia Usa resiliente, ma crescita sotto osservazione

Dal lato macroeconomico, i segnali restano incoraggianti. L’economia statunitense continua a mostrare solidità: consumi sostenuti, inflazione core sotto controllo e attività manifatturiera in ripresa.
UBS GWM prevede una crescita degli utili dell’S&P 500 intorno al 17% nel primo trimestre, il ritmo più elevato dal 2021, sostenuto dalla domanda legata all’intelligenza artificiale e da una crescita diffusa tra più settori.
Tuttavia, non mancano le cautele. Alcuni strategist segnalano il rischio di trimestri con crescita del Pil inferiore al 2%, uno scenario che potrebbe non essere pienamente scontato dai mercati.

Resta centrale il tema energetico. Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a influenzare i flussi di petrolio, con un blocco navale statunitense ancora in vigore e traffici marittimi irregolari.
Anche in caso di accordo diplomatico, il ritorno alla normalità nei flussi energetici richiederà tempo, mantenendo i prezzi del petrolio su livelli elevati e potenzialmente impattanti sull’economia globale. In mattinata, intanto, sul mercato petrolifero le quotazioni si muovono in territorio positivo,  il brent passa di mano a 98,16 dollari al barile in ribasso dell’1,24%. Il wti è scambiato a 93,38 dollari (-1,38%).