Wall Street -4,8%, indici in zona correzione

4 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il mercato azionario americano ha chiuso con una delle peggiori perdite degli ultimi mesi, con l’indice S&P500 in caduta accelerata sul finale e chiusura a -4,78%. Gli investitori vendono per le preoccupazioni sul forte rallentamento dell’economia americana e per i rischi di contagio del debito in Europa, che mettono a repentaglio paesi troppo grandi per fallire, come Spagna e Italia. L’indice MSCI All-Country World Index e’ calato -4.3% con il Bovespa del Brasile in calo -9% ai minimi di 2 anni mentre il mercato azionario della Svizzera e’ entrato in territorio Orso, secondo Bloomberg.

Riprova del difficile momento su tutti i mercati mondiali, con in particolare Milano in caduta libera (-23% in 9 sedute, di cui oggi -5,16%) e tutte le borse europee in forte ribasso, e’ il fatto che il benchmark del mercato obbligazionario, il bond a 10 anni del Tesoro degli Stati Uniti, rende in questo momento 4.3 punti percentuali in meno rispetto alla media degli ultimi 49 anni, secondo quanto riporta Bloomberg, un rendimento allo stesso livello in cui si trovava quando alla Casa Bianca (nel 1953) il Presidente era Dwight D. Eisenhower. Il rendimento del Treasury a 10 anni, che in chiusura di Wall Street era attestato al 2.416%, ha raggiunto il minimo assoluto di 2.04 nel dicembre 2008, all’apice della Grande Crisi Finanziaria e Recessione che seguirono al fallimento di Lehman Brothers. Il rendimento del bond Usa a 2 anni e’ ridicolo, in calo in serata fino allo 0.26% (il corrispondente Btp a 2 anni Italia rende il 4,643%).

Gli investitori in sostanza accumulano Treasuries, e in misura ancor maggiore dopo che Jean-Claude Triche presidente della Banca centrale europea, oggi ha annunciato di aver ricominciato ad acquistare bond europei, liberando anche “liquidita’ illimitata” per le banche Ue, per evitare che il contagio della crisi del debito Ue, oltre ai piccoli paesi gia’ falliti come Grecia, Portogallo e Irlanda, tocchi anche le grandi economie europee come Spagna e Italia. Nel frattempo la banca centrale della Svizzera e quella del Giappone sono intervenute a mercato aperto per cercare di frenare l’apprezzamento delle rispettive monete, franco e yen, e proteggere le loro economie contro i cali paralleli di dollaro ed euro.

L’indice Standard & Poor’s 500 e’ crollato con oggi ai minimi degli ultimi 9 mesi e ha cancellato per intero tutti i guadagni del 2011. Oltre alle paura di contagio in Europa la stima di crescita super-fiacca dell’economia Usa nel secondo trimestre (+1.0%) ha ridato la stura ai rumors secondo cui la Federal Reserve dovra’ per forza ricorrere a nuove misure di stimolo iniettando ulteriore liquidita’ (QE3) per evitare una nuova recessione.

“C’e’ la paura di uno stallo”, ha detto a Bloomberg Tv Mohamed El-Erian, chief executive e co-chief investment officer di Pimco, il piu’ grande fondo obbligazionario del mondo. “Se un aereo non ha abbastanza velocita’, viene giu'”, e’ la metafora poco allaegra di El-Erian.

La borsa americana e’ stata messa sotto pressione all’inizio dall’esacebarsi delle tensioni globali, dopo le parole proferite dal numero uno della Bce Jean-Claude Trichet, circa il programma di acquisto di bond da parte dell’istituto europeo, per arginare i rischi di contagio in Europa.

Lo S&P500 ha chiuso la seduta tecnicamente in territorio di correzione. Il paniere allargato e’ in calo del 10% dai massimi intraday toccati in maggio. Il Dow ha perso 1.500 punti dal 21 luglio a oggi.

Non ha un particolare impatto la pubblicazione del dato relativo alle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione , che sono calate di 1.000 unita’ a 400.000. Le attese erano per un risultato pari a 405.000.

L’euro e i mercati finanziari in generale non hanno apprezzato le parole proferite dal presidente della Bce, circa un’operazione di liquidita’ speciale. Nel mettere in guardia sull’elevata incertezza, Trichet ha precisato che il ruolo dell’istituto nel programma di acquisto di bond e’ limitato. L’indice dell’azionario mondiale e’ in calo del 10% dai massimi di maggio. Anche le materie prime cedono terreno.

Tra i temi che saranno seguiti dagli investitori, sempre quello del debito Usa che tra l’altro, in seguito al compromesso per innalzare il limite massimo, ha raggiunto il record dalla fine della seconda guerra mondiale, al 97,2% del Pil.

Sul fronte societario, c’era grande attesa per gli utili di General Motors, che hanno battuto le attese nel secondo trimestre dell’anno. L’utile per azione si e’ attestato a $1,54 per azione da 8 centesimi di un anno prima e a fronte degli $1,18 per azione previsti. Il fatturato e’ salito del 19% a quota $39,4 miliardi, facendo anche in questo caso meglio delle previsioni che erano per una cifra pari a $36,5 miliardi di dollari. I titoli del gruppo di Detroit fanno un balzo di oltre il 2%.

Sul fronte valutario, l’euro ha esteso le perdite sul dollaro dopo le parole di Trichet. Il calo e’ dell’1,5% a 1,4107.

Lo yen tocca i minimi dal 2008, pagando caro l’intervento della Banca centrale del Giappone sul mercato dei cambi, al fine di raffreddare la corsa della valuta nazionale. Una misura simile era stata intrapresa ieri dalla Banca Centrale Svizzera.

I futures sul petrolio scambiati sul Nymex cedono pesantemente terreno, perdendo -5.8% a $86.63 al barile, mentre l’indice Thomson Reuters/Jefferies CRB Index sulle commodities ha cancellato tutti i guadagni del 2011 gain. In progresso invece l’oro, che si attesta sul Comex a $1.679,10 guadagnando lo 0,94%. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul decennale cedono quasi 10 punti base a quota 2,416%.