Costruzione di portafoglio, i 4 miti da sfatare

17 Gennaio 2023, di Redazione Wall Street Italia

di Maxim Albiero, consulente finanziario autonomo e analista tecnico

Tra gli investitori esistono diversi luoghi comuni che è importante conoscere per non cadere in trappole psicologiche (date da credenze sbagliate).

  1. L’allineamento temporale di cui necessita l’asset azionario
  2. L’errata valutazione del rischio in base alla fase di vita
  3. Il mito dell’interesse composto
  4. Vivere di rendita proteggendo il capitale

1. L’allineamento temporale 

Troppi investitori acquistano gli asset azionari come se fosse una garanzia di rendimento una volta che hanno pagato il pegno dell’oscillazione, quindi il rischio. Ma pochi investitori si preoccupano dell’orizzonte temporale: non lo dico per ipotesi, ma lo dico per i portafogli analizzati, quindi portafogli reali. Investitori di oltre 60 anni che superano l’80% di azionario nel proprio portafoglio perché hanno capito che investire è fondamentale, hanno letto che l’interesse composto è “l’ottava meraviglia del mondo”, ma non hanno capito che tutto questo processo necessita del tempo che non hanno.  L’hanno capito troppo tardi.

2. L’errata valutazione del rischio di portafoglio

Siamo umani e, in quanto tali, amiamo fare le scelte per le emozioni, per il sentito dire, per come è il nostro presentimento. Purtroppo quando uniamo questo comportamento agli investimenti, non otteniamo dei risultati sbalorditivi, ma spesso facciamo dei danni irreparabili. 

Gli investimenti devono andare a pari passo con i nostri obiettivi di vita, l’asset allocation deve rispettare le nostre fasi di vita. Immagina gli investimenti come un albero che viene piantato: all’inizio, quando è piccolo e deve crescere, corre molti rischi, ma è anche più flessibile. Con il tempo rinforza le radici, diventa più solido, rimane ben ancorato al terreno e più diventa grande più rimane ancorato e più frutti riesce a produrre. 

I frutti dell’albero sono gli interessi che il nostro denaro ha maturato negli anni, nei diversi anni. E ti sembra sensato mettere fretta all’albero per spingerlo a crescere più velocemente o ti sembra più logico rispettare la sua natura e lasciargli il tempo di diventare un albero forte e produttivo?

Il concetto per gli investimenti è lo stesso: se vuoi ottenere troppi frutti da un albero che non è in grado di sostenerli, rischi di tirare troppo la corda e di spezzare quell’albero. L’albero è fondamentale per produrre quei frutti, non puoi permetterti di spezzarlo perché rimarrai senza albero e senza frutti. In questo caso l’albero è il tuo patrimonio che hai costruito negli anni, con i tuoi sacrifici o con la tua fortuna, ma è uno strumento indispensabile per generare dei frutti, degli interessi.

Non ripeto la solita regola di Warren Buffett dove sottolinea l’importanza di non perdere il denaro, ma il concetto è proprio questo: se perdo il denaro, perdo il mio asset utile a produrre gli interessi.

Quindi perché mettere a rischio un elemento così fondamentale per un’incognita: il rendimento. Gli investimenti servono a dare un boost per potenziare il tuo patrimonio, non per crearlo. 

Il tuo lavoro, la tua azienda sono gli asset che creano il patrimonio, gli investimenti ti possono aiutare a potenziare quel patrimonio per renderti libero finanziariamente prima dell’età pensionabile stabilita dallo Stato, o possono integrare la misera pensione che ci spetta dall’Inps.

3. Il mito dell’interesse composto

Una comune credenza è che con l’interesse composto possiamo arricchirci.

Il tempo è il carburante di cui necessita l’interesse composto per iniziare a funzionare. Non più versamenti, non più acquisti di asset ad accumulo, ma semplicemente il tempo.

Con questo ragionamento non voglio che le mie restino solo delle parole a cui fare affidamento, perciò voglio farti una reale simulazione.

In questa simulazione immaginiamo di avere un portafoglio composto al 100% di strumenti ad accumulo, quegli strumenti che danno il massimo carburante all’interesse composto.

Immaginiamo di abbinare questo pratico esempio ad un caso reale:

Un investitore che vuole raccogliere i frutti del proprio denaro a partire da 65 anni in modo da integrare la sua pensione e mantenere il suo stile di vita partendo da un capitale iniziale di 100.000 euro dall’età di 30, 50 e 60 anni

Supponiamo di ottenere dal nostro investimento un rendimento annuo costante del 7%, un rendimento molto vicino a un ETF che replica un indice globale dei mercati azionari.

Tale simulazione non tiene conto dell’inflazione, dei costi di transazione e delle tasse, perciò resta un esempio utile a comprendere il funzionamento dell’interesse composto

Investimento a partire da 30 anni (35 anni di interesse composto)

– Montante finale composto: €1.067.658 

– Interesse composto: €722.658

Investimento a partire da 50 anni (15 anni di interesse composto)

– Montante finale composto: €275.903 

– Interesse composto: €70.903

Investimento a partire da 60 anni (5 anni di interesse composto)

– Montante finale composto: €140.255 

– Interesse composto: €5.255

Spero che questo esempio chiarificatore ti sia stato utile per comprendere la necessità del carburante tempo per alimentare l’ambito interesse composto.

L’investimento non è un manuale che si può applicare in maniera meccanica, ma è un’arte che si deve allineare con la fragilità della vita, con le incertezze dei mercati finanziari, con i propri sogni e con la realtà, con le valutazioni personali e con i limiti psicologici di ogni investitore.

4. Vivere di rendita con umiltà

Ho conosciuto investitori plurimilionari con uno stile di vita umile, con poche pretese, con la capacità di godersi la semplicità della vita, senza l’esigenza di gonfiare il proprio ego, senza il bisogno di esternare la propria ricchezza patrimoniale.

In altre occasioni ho conosciuto investitori con un ottimo patrimonio, ma con un’inarrestabile esigenza di volerne di più, con l’amore per il lusso, con l’adorazione dei beni materiali, con la necessità di mostrare agli altri il proprio valore attraverso l’esternazione di questi beni.

Nel primo caso si incrementano le probabilità di raggiungere la felicità sfruttando il denaro, nel secondo caso si passa la vita a ricercarla senza mai godersi il traguardo e senza mai capitalizzare il capitale per vivere di rendita.