Bitcoin: è arrivato il momento di investire?

11 Gennaio 2021, di Redazione Wall Street Italia

L’inizio di questo 2021 per il sistema finanziario è stato caratterizzato dalla forte attrazione che gli investitori “retail” per i Bitcoin. Tutti vogliono investire su questa moneta virtuale, ed è plausibile visto che ogni giorno si legge di nuovi record di quotazione; solo oggi il Bitcoin quota sopra $40.000 ed in un anno ha performato per un 390,72%. Allora perché molti sono ancora scettici? Molti economisti e protagonisti della scena finanziaria come Nouriel Roubini o Warren Buffett sono molto duri nei confronti di questa moneta virtuale tanto che Buffett la definì ‘’veleno per topi’’.

BITCOIN: COS’È E COME FUNZIONA

Ma cos’è questo Bitcoin o BTC? È una moneta virtuale, meglio ancora, una moneta che è possibile creare, distribuire e utilizzare solo attraverso dispositivi digitali quali smartphone, tablet o pc grazie alla tecnologia peer to peer (utilizzata  per scaricare film e musica per intenderci). La tecnologia che “fa girare” BTC è la blockchain e funziona in modo tale da avere una gestione digitalizzata della valuta; nel caso dei BTC le monete vengono conservate all’interno di giganteschi database condivisi e attraverso sistemi di crittografia è possibile tracciare le transazioni e generare nuove monete, quindi, una moneta che non viene stampata come la normale cartamoneta (vedi banalmente l’euro) stampata e distribuita dalle diverse banche centrali nazionali su indicazioni della Banca centrale Europea.

 

UTILIZZO, GESTIONE DEL RISPARMIO ED AMBIENTE

Essendo considerata una moneta deve svolgere la sua azione principale, ovvero essere utilizzata come mezzo di pagamento; pensate che nel modo ci sono più di 11.000 attività dove è possibile pagare con BTC, attualmente però le attività globali non accettano BTC come metodo di pagamento (e  convincere quasi otto miliardi di abitanti ad utilizzare BTC per i loro acquisti non è così facile). Adesso pensate al contante che avete in tasca, per esempio €100; oggi, domani, dopo domani e così via potete utilizzarlo per poter andare a fare la spesa, carburante e comprare un regalo ai vostri figli. Vi siete chiesti perché è possibile? Questo accade perché il proprietario del minimarket, della pompa di benzina o del negozio di giocattoli vuole le €100 euro che avete in tasca, perché hanno valore estrinseco e potere di acquisto; ecco questo valore e potere viene dettato dalla salute economica e dalla politica monetaria di riferimento (nel caso dell’euro è la Banca Centrale Europea a decidere sui tassi e su quanta moneta stampare, mentre per il dollaro USA è la Federal Reserve a farlo).

 

E per il Bitcoin? Nessuno, o meglio  non esiste un ente che garantisce e si impegna a dare valore e potere di acquisto a questa moneta virtuale. Il valore del BTC è dato dalla domanda e offerta che c’è sul mercato. Lo stesso discorso vale anche per la gestione del risparmio, dunque per chi pensa di utilizzare BTC come strumento per investire i propri risparmi. Il Bitcoin non ha alcun valore intrinseco, attività quali obbligazioni, azioni, immobili o metalli preziosi forniscono invece reddito o qualche forma di utilità; pensate, se comprate azioni state comprando società, aziende, se comprate obbligazioni state comprando un debito appoggiato da una garanzia, se comprate dollari vuol dire che state confidando su un’economia americana in crescita, basata sulle materie prime, impianti e macchinari industriali, imprese e Stato stesso, se investite in Bitcoin cosa state comprando?

Ad oggi l’utilizzo del BTC, personalmente ritengo sia solo ed esclusivamente speculativo, una speculazione sempre più in ascesa, guidata totalmente dalla manipolazione. Immaginate, se io, Dott. Francesco Raul Gabriele insieme ad amici, iniziamo a comprare (per esempio azioni a2a) fino ad arrivare a detenere il 40% e poi un bel giorno decidiamo di vendere tutte le azioni in nostro possesso e addirittura comprare anche delle PUT? Saremmo in grado di provocare il crollo del titolo, ai danni dei risparmiatori. In questo caso  la CONSOB interverrebbe per sospende le nostre attività e aprire un’indagine sul nostro operato. Se facessimo lo stesso con i Bitcoin, chi interverrebbe per la tutela dei risparmiatori? Nessuno. Stiamo parlando dunque di una moneta che non è una moneta, senza alcuna garanzia di poterla utilizzare per acquisti o come bene di rifugio come l’oro o ancora equipararla ad un investimento immobiliare perché non ho la sicurezza del valore che avrà domani. In sostanza: potete passare dall’essere ricco a nulla tenete o viceversa in una sera.

QUANTO VALE UN BITCOIN? QUANTO E’ “SOSTENIBILE”?

Il valore delle monete virtuale come il Bitcoin è infatti suscettibile delle oscillazioni di mercato. Basandosi sui rendimenti annuali dal 2010 al 2017, con un portafoglio costituito solo da BTC, si può calcolare un rendimento medio del 194,2%, ma la deviazione standard, ossia la possibile variazione di tale rendimento, associata ad un portafoglio del genere è del 168,8%. Il che è molto divertente perché la deviazione standard media di un fondo azionario globale ad oggi si aggira intorno ad un 20/25%.

Parlando invece dell’impatto ambientale, visto che, anche il sistema finanziario inizia ad interessarsi di questo argomento, tre ricercatori dell’Università tecnica di Monaco e del Mit negli Usa, hanno valutato le emissioni di anidride carbonica dovute al Bitcoin. La creazione e la gestione delle transazioni in BTC richiedono hardware potenti e una quantità incommensurabile di elettricità. Gli autori hanno stimato il consumo annuale di energia elettrica dei diversi computer utilizzati per mantenere in piedi il meccanismo di questa valuta digitale e hanno dimostrato che le criptovalute hanno un’impronta non trascurabile sull’ambiente. Dall’analisi di queste informazioni, i ricercatori sono riusciti ad ottenere gli scenari di emissione di gas serra e il peso complessivo in termini di anidride carbonica emessa da tutte le sorgenti: un consumo di energia annuale pari a 45,8 Twh e un’emissione di carbonio da 22,0 a 22,9 milioni di tonnellate di CO2, equivalente all’emissione del Kansas City, una città di quasi mezzo milione di abitanti. Inoltre, le emissioni risulterebbero probabilmente doppie, aggiungono gli autori, se si considerassero tutte le criptovalute esistenti e non solo i Bitcoin.

Nonostante ciò davanti la tentazione di investire la tredicesima in una moneta che in dieci anni ha visto crescere così tanto il suo “valore” è forte. Ma questo non è il consiglio di chi con i Bitcoin ci lavora da anni. O meglio, non lo è del tutto.

 

Articolo di Francesco Raul Gabriele, Consulente Finanziario di Vasto

 

 

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