Viagra ‘no logo’, scade domani brevetto per la pillola del sesso

21 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Scadrà domani 22 giugno il brevetto italiano per il Viagra, il più famoso farmaco contro i problemi di erezione maschile, ed è già in atto la corsa tra varie aziende produttrici di farmaci generici per assicurarsene la produzione.

In Europa il brevetto è scaduto già in 8 nazioni, tra cui la Spagna. Dal lancio nel 1998 al 2011, sono stati consumati circa due miliardi e mezzo di pillole (6 pasticche al secondo) e 41,4 milioni di pazienti hanno provato il Viagra almeno una volta nella vita.

L’Italia è il secondo paese in Europa per consumo, dopo l’Inghilterra, con oltre 60 milioni di compresse vendute in dieci anni e con una media di 4.300 pillole blu ogni 1000 uomini oltre i 40 anni. Quanto al consumo a livello regionale, il Lazio è la regione italiana in testa alla classifica dei consumi con più di 7,5 milioni di pillole consumate in dieci anni e una media di 6.112 pillole ogni mille uomini.

A breve distanza la Toscana e l’Emilia Romagna (rispettivamente con una media di 6.004 e 5.886 compresse consumate ogni mille uomini oltre i 40 anni). Le città dove si registra il maggior consumo sono Pistoia, Roma e Rimini. Restano in coda alla classifica le città del Sud Italia, i cui consumi si attestano su valori al di sotto della media (dati IMS Health Italia relativi al 2010). L’età media dei consumatori è 50-55 anni.

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In principio era la molecola UK-92480. I ricercatori, nei primi anni Ottanta, la studiavano per fronteggiare i problemi cardiovascolari legati all’ipertensione e all’angina. Un enzima capace di avere effetti vasodilatatori, impedire aggregazione piastrinica, inibire la riformazione delle trombosi nelle arterie carotidee danneggiate. Sperimentazioni, lavori in laboratorio, racconti dei pazienti. Ne esce un curioso e non previsto effetto collaterale: aumento del numero delle erezioni.

Da qui il cambio di direzione. Dalla cura contro l’angina a passi rapidi verso la pillola blu, il Viagra. Nel giro di pochi anni trial clinici, volontari, ricerche. Così che nel giugno del 1998 è arrivato anche in Italia. Tra una ventina di giorni, il 22 giugno, il suo brevetto (citrato di sildenafil è il nome del principio attivo) scadrà e il farmaco diventerà un generico. Questo vorrà dire che il suo prezzo sarà molto più basso, che la sua azienda produttrice, la Pfizer, non avrà più il monopolio perché lo potranno produrre secondo la ricetta base diverse industrie. Rimarrà uguale la procedura: prescrizione medica e cautele per i pazienti che hanno problemi cardiologici.

Un secondo capitolo della rivoluzione-Viagra che ha portato a parlare in pubblico di disfuzione erettile, ha fatto accusare la pillola blu di essere la distruttrice di matrimoni tra coniugi anziani, ha alleviato il dolore di quei Bell’Antonio che Brancati aveva disegnato in epoca pre-viagrano.

E ora qualsiasi casa farmaceutica potrà produrre una pillola dell’amore low cost. Avvicinando ad uno scrigno dorato che in cifre vuol dire, nel mondo, 6 pasticche consumate al secondo, quasi tre miliardi di pillole mandate giù dal ’98 ad oggi, 41,4 milioni di uomini si sono affidati all’aiuto del sildenafil. L’Italia, dopo l’Inghilterra, è il secondo paese in Europa per i consumi con 60 milioni di compresse in dieci anni. Un record che, nella vita amorosa di tutti i giorni, significa un media 4.300 pillole blu ogni mille uomini oltre i 40 anni. Il Lazio, la regione portabandiera.