Venture capital, record dai tempi del dot.com. Sarà di nuovo bolla?

16 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Boom del venture capital in Usa, sembra di essere tornati al 2000. Stando ai nuovi dati resi noti da National Venture Capital Association, PricewaterhouseCoopers, e Thomson Reuters, gli investimenti in start up e società innovative da parte di investitori attivi nel venture capital sono balzati nel 2014 a $48,39 miliardi, ovvero al massimo dal 2000.

E il trend potrebbe continuare dal momento che, nonostante la cifra da era dot.com, che include $19,8 miliardi investiti in startup attive nel settore software, la maggior parte dei venture capitalists ritiene che non ci sia il pericolo di una bolla.

Nel motivare la loro convinzione, gli interpellati si basano su parametri come la crescita sostenuta dal fatturato, che è stata spesso assente 15 anni fa, e che invece ora si presenta solida.

“I modelli di Internet sono oggigiorno, da un punto di vista fondamentale, più solidi rispetto a quelli del 2000”, ha commentato in una intervista a Reuters Deven Parekh di Insight Venture Partners, società che ha sostenuto il gigante cinese Alibaba.com e anche Twitter.

La cifra di $48,39 miliardi si riferisce a 4.356 accordi, ed è in deciso rialzo dai $29,96 miliardi nel 2013, oltre a essere il massimo dai $105,01 miliardi del 2000. Tuttavia, non tutti sono così entusiasti. Bill Gurley, per esempio, attivo nel settore e sostenitore di Uber, ha avvertito da tempo che la comunità delle startp “sta assumendo una quantità eccessiva di rischio”.

Gli accordi di finanziamenti per aziende attive nel software hanno inciso per il 41% di tutto l’ammontare; sono seguiti finanziamenti a sostegno del settore biotech e media e intrattenimento, al secondo e terzo posto. (Lna)

FONTE

Financial Times