Usa verso sanzioni su banche russe

5 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Le minacce del presidente americano, Barack Obama, e del segretario di Stato, John Kerry, potrebbero diventare realtà. Almeno in parte.

Gli Stati Uniti infatti starebbero valutando l’imposizione di sanzioni su alcuni istituti bancari russi nel caso in cui il Cremlino dovesse continuare l’intervento militare in Ucraina.

La notizia è rivelata dal Financial Times che cita fonti anonime vicine al Congresso e all’amministrazione Obama che proprio in questi giorni starebbe discutendone con Capitol Hill.

La mossa di Washington – che ricalcherebbe quanto fatto contro l’Iran, – potrebbe creare problemi a Mosca visto che in caso di sanzioni ogni altro istituto mondiale che dovesse continuare a fare affari con banche nella lista nera, sarebbe tagliato fuori dal sistema finanziario americano.

Una decisione – dice Ft – che mette in luce l’importanza e la forza degli Stati Uniti sullo scacchiere economico mondiale.

Tuttavia resta ancora difficile capire quali strumenti di sanzione usare e in che tempi farlo, soprattutto perché la decisione – per essere più pressante – dovrebbe essere presa insieme all’Unione europea – che non ha ancora deciso i tempi e la durezza delle eventuali misure da prendere contro Mosca.

Proprio ieri gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione si sono incontrati a Bruxelles: hanno espresso incertezza e pare che vogliano usare le sanzioni più come minaccia che come strumento reale, a differenza delle intenzioni americane.

Durante l’incontro hanno deciso di congelare i beni del presidente deposto dell’Ucraina, Viktor Yanukovich, e di 17 alti funzionari del suo governo. La decisione diventerò attiva da giovedì.

Per rispondere alla crisi della Crimea nell’immediato, gli Stati Uniti invece starebbero per bloccare i visti ai funzionari russi e per stilare una lista di possibili beni da congelare.

Ma una stretta più significativa potrebbe creare problemi ai Paesi europei che dipendono quasi totalmente dal gas russo: per questo motivo le nazioni dell’Unione sono divise.

Da una parte i paesi dell’Europa centrale vorrebbero punire il comportamento del presidente russo Vladimir Putin, mentre l’Italia, la Germania e l’Olanda vorrebbero aspettare.

“Per i maggiori Paesi europei [Regno Unito, Germania e Francia] sarebbe controproduttivo chiedere alla Russia segnali di distensione e allo stesso tempo mettere in atto sanzioni”, ha detto all’Ft un funzionario di Bruxelles. (TMNEWS)