Usa: vendite al dettaglio, calo più forte in nove mesi

12 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nel mese di marzo le vendite al dettaglio degli Stati Uniti sono scese -0,4%, contro la performance invariata attesa dagli analisti di Briefing e rispetto all’incremento +1% di febbraio (dato rivisto al ribasso da +1,1% inizialmente reso noto).

Escludendo il settore auto, la flessione è stata -0,4%, contro – anche in questo caso – il trend invariato previsto dal consensus.

Il calo dell’indicatore è il più sostenuto in nove mesi ed è stato alimentato dalla decisione dei consumatori americani di tagliare gli acquisti su gran parte dei beni di consumo: probabilmente si tratta di una conseguenza dell’imposizione di tasse più alte e di una creazione di posti di lavoro più lenta delle attese.

In primis, i consumi sono scesi presso le stazioni di rifornimento di benzina, causa i prezzi più bassi alla pompa. (e questo è un fattore positivo per i cittadini).

Ma la flessione delle vendite ha colpito anche tutte le altre categorie anche se, escludendo l’impatto delle minori vendite alle stazioni di servizio, è il calo è dimezzato a -0,2%.

Le vendite al dettaglio incidono sulle spese per consumi per un terzo; e a loro volta i consumi sono il motore dell’economia Usa, e un buon termometro della crescita del prodotto interno lordo.