USA: GREENSPAN, LA PRODUTTIVITA’ PERDE COLPI

25 Agosto 2000, di Redazione Wall Street Italia

I miglioramenti nell’efficienza del lavoro, che hanno aiutato gli Stati Uniti a conquistare un tasso di crescita record al riparo dall’inflazione, non possono durare in eterno, anzi si intravedono segnali di rallentamento; con queste valutazioni il presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, ha aperto il suo intervento al simposio in corso a Jackson Hole.

“Il rallentamento nel tasso di crescita della produttivita’ e’ inevitabile – ha detto Greenspan – e quando si verifica, frena la crescita economica e tende a indebolire il processo di globalizzazione dell’economia”.

” Se consideriamo un periodo di tempo sufficiente, duecento anni – ha proseguito il presidente della Fed – possiamo notare, con buona approssimazione, che l’ingegno umano difficilmente ha fatto crescere a lungo la produttivita’ di una percentuale a due cifre”.

Quando la produttivita’ aumenta, le aziende possono permettersi di pagare di piu’ i lavoratori senza trasferirne il costo sui prezzi.

La Federal Reserve ha recentemente indicato che l’economia, grazie al massiccio utilizzo delle nuove tecnologie, possa crescere a un passo del 3,5% – 4% senza generare inflazione.

Nel secondo trimestre dell’anno tuttavia la crescita su base annua e’ stata del 5,3% ma l’inflazione e’ rimasta fredda.

Il comitato direttivo della Fed ha lasciato invariati al 6,5% i tassi d’interesse a breve, ma ha ammonito che una stretta sul costo del denaro potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.