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Unicredit notifica golden power al Governo su BPM, implicazioni e attese

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Se ne parlava da giorni, ora è ufficiale. Unicredit ha ufficialmente notificato al governo italiano la sua richiesta di nulla osta per l’acquisizione di Banco BPM, un’operazione che si colloca sotto il regime del Golden Power. Questa normativa consente all’esecutivo di intervenire su operazioni di mercato che possono avere un impatto significativo sulla sicurezza economica nazionale. La notifica è stata effettuata, ieri 4 febbraio 2025, e ora il governo ha 45 giorni per esprimersi, con la possibilità di un’estensione di ulteriori 15 giorni se necessario. L’attesa è, quindi, tra  la metà e la fine di marzo. Pochi giorni prima dell’assemblea di Unicredit, in calendario il 10 aprile, chiamata a dare il via libera all’aumento al servizio dell’offerta. Prima è atteso l’ok di Consob ma anche della Bce.

Il contesto dell’operazione

L’esito della valutazione governativa sarà determinante per il futuro delle due banche. L’acquisizione di Banco BPM da parte di Unicredit rappresenta un passo strategico per l’istituto bancario guidato da Andrea Orcel, soprattutto in un momento in cui il settore bancario italiano sta affrontando sfide significative. Il governo dovrà valutare vari aspetti prima di dare il via libera all’operazione.

Se l’acquisizione dovesse andare a buon fine, potrebbe portare a una ristrutturazione significativa nel panorama bancario italiano, che influenzerà non solo le operazioni interne delle due istituzioni ma anche la competitività nel settore nel suo complesso.

Le implicazioni del Golden Power

Il Golden Power è uno strumento normativo introdotto per proteggere gli asset strategici nazionali. Dal 1° gennaio 2023, il governo ha acquisito il potere di intervenire anche nelle operazioni tra imprese italiane nei settori considerati strategici, incluso quello bancario. In questo caso, le autorità potrebbero porre l’accento sulla tutela dell’occupazione e sulla salvaguardia dei risparmiatori, garantendo così stabilità e trasparenza nel sistema bancario.

Il Golden Power consente al governo di:

  • Imporre condizioni per l’acquisto di partecipazioni in aziende strategiche.
  • Porre veti su delibere societarie.
  • Bloccare operazioni che potrebbero compromettere la sicurezza nazionale o gli interessi vitali dello Stato.

Questo strumento è stato concepito per sostituire il precedente sistema della “golden share”, che era stato oggetto di contestazione da parte della Commissione Europea per violazione delle normative sulla libera circolazione dei capitali

Test per il governo

La valutazione del governo non sarà priva di complessità. Ci si aspetta che Palazzo Chigi esamini attentamente il piano industriale della nuova entità risultante dall’acquisizione e consideri eventuali criticità legate alla sicurezza economica nazionale.

Alcuni membri della maggioranza, in particolare dalla Lega, hanno già espresso preoccupazioni riguardo a questa operazione, suggerendo che potrebbero essere imposte garanzie sul mantenimento della sede legale e del quartier generale in Italia.
Inoltre, potrebbero esserci richieste di chiarimenti sui livelli occupazionali e sull’impiego dei risparmi raccolti in Italia. Questi aspetti saranno cruciali per determinare se l’operazione possa procedere senza ostacoli significativi.

Questa operazione rappresenta un test importante per il governo guidato da Giorgia Meloni in materia di protezione degli asset strategici nazionali. L’uso del Golden Power in questo contesto potrebbe stabilire un precedente significativo per future operazioni nel settore bancario italiano. Gli operatori finanziari e gli investitori stanno seguendo con attenzione gli sviluppi, poiché ogni decisione potrebbe avere ripercussioni non solo su Unicredit e Banco BPM, ma anche su altre potenziali fusioni e acquisizioni nel mercato.

Cresce attesa per i conti

Sale intanto dei conti 2024 Unicredit, in calendario l’11 febbraio. Gli analisti si aspettano un utile di 9 miliardi e per il quarto trimestre di 1,44 miliardi. Lo stesso giorno anche Banco Bpm diffonderà i numeri sull’anno appena passato.

Per il gruppo di Piazza Gae Aulenti, i prossimi mesi saranno determinanti anche su Commerzbank. Gli esiti delle elezioni di fine febbraio in Germania offriranno una nuova opportunità a Orcel per condurre in porto l’operazione. Tutto questo, però, mentre Commerzbank non sembra intenzionata a cedere e, in previsioni di mesi turbolenti, ha alzato ulteriormente le barricate.