Unicredit e MPS garanti di oltre 500 milioni euro di bond italiani

12 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Nelle prime battute della seduta odierna su piattaforma Tradeweb il differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni si allarga a 447 punti base dai 431 della chiusura di venerdì.

Il tasso del decennale benchmark italiano sale al 6,54% dal 6,406% di venerdì pomeriggio. Alcuni trader fanno sapere che ad avere un impatto negativo sono i dettagli usciti dall’ultimo rapporto dell’EBA (la European Banking Authority).

L’organizzazione ha condotto stress test sulle principali banche europee, e’ venuto fuori che Unicredit e Monte dei Paschi sono responsabili di una copertura assicurativa su oltre 500 milioni di euro di bond italiani.

Rivolgendosi ai rispettivi governi per aumentare i livelli di capitale, le banche europee in generale rischianno di scatenare una spirale al ribasso di svalorizzazioni del debito sovrano e incrementare le perdite degli stessi istituti di credito.

L’autorita’ delle banche del continente ha detto che i gruppi finanziari hanno bisogno di reperire entro giugno rifinanziamenti pari a 115 miliardi di euro nel complesso. Le imprese potrebbero essere costrette a rivolgersi ai governi per cercare aiuto.

Circa il 70% dei 155 miliardi dovra’ essere raccolto in Spagna, Grecia, Italia e Portogallo, i paesi piu’ in crisi di fiducia in questo momento, i quali stanno incontrando difficolta’ a convincere i mercati e gli investitori che riusciranno a ripagare il loro debito.

“Il ragionamento e’ molto semplice. Se i governi dei paesi del sud d’Europa metteranno soldi nelle casse delle loro banche, allora il loro debito salira’ ancora di piu’, esacerbando il problema”, spiega a Bloomberg Karel Lannoo, chief executive officer del Centro per gli Studi Politici Europei a Bruxelles.

“A quel punto le perdite delle banche aumenteranno perche’ hanno in pancia debito governativo. E’ un circolo vizioso. Difficile dire cosa conviene stabilizzare prima, se il debito sovrano o le banche”, ha consluso Lannoo.