UK, Foreign Office: prepararsi al collasso dell’euro

26 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il Telegraph riferisce che il Foreign Office ha diramato un messaggio a tutte le ambasciate inglesi dell’eurozona, affinché preparino «piani d’aiuto in caso di collasso dell’euro e possibili, conseguenti sommosse popolari». Sempre ieri, l’Economist rappresentava la moneta unica come una meteora infuocata in caduta libera. Secondo il settimanale inglese, «l’euro si potrebbe distruggere in poche settimane. L’evento scatenante può essere il fallimento di una grande banca, la caduta di un governo, un altro flop in un’asta di titoli».

Queste notizie sono il preludio ad una decisione obbligata che dovra’ essere diffusa prima dell’apertura dei mercati lunedi’, da parte delle autorita’ di Unione Europea, Bce, Fmi. Cosa decideranno? Ci vuole coraggio e visione. Ma i leader europei non hanno ne’ l’uno ne’ l’altra, per cui e’ lecito essere pessimisti. Nessuna decisione sara’ presa, si fara’ capire che si annuncera’ che qualche piano di salvataggio e’ allo studio: la solita solfa.

Un sollievo di breve termine potrebbe venire da un taglio dei tassi dello 0,50% da parte della Banca Centrale Europea. Non e’ nemmeno da escludere che un annuncio del neo-presidente della Bce Mario Draghi possa arrivare entro domenica sera, prima che aprano i mercati asiatici (la mossa apparirebbe “disperata” anche se giustificata in termini macro dalle previsioni di una recessione nell’eurozona per il 2012 che il credit cruch potrebbe accentuare).

Draghi sa che un allentamento della politica monetaria Ue oltre a far calare l’euro in zona $1.15-20 farebbe prender tempo per arrivare in settimane e non mesi, a successive decisioni riguardanti l’acquisto massiccio da parte della Bce di bond dei paesi in difficolta’ (Italia e Spagna in testa). Un tipico “QE – quantitative easing” in stile Federal Reserve. In seguito eventualmente anche se appare improbabile visto l’atteggiamente della Germania, Draghi passerebbe allo stampaggio “pesante” di moneta e all’emissione di euro-bond, garantite chissa’ dalla modifica dei trattati Ue il prossimo 8 dicembre.

Ma torniamo all’articolo del Telegraph. “Mentre il governo italiano fa fatica a trovare credito e la Spagna sta considerando di chiedere un salvataggio internazionale – scrive il Telegraph – alcuni ministri del governo britannico in privato hanno dato l’allarme sul fatto che un collasso dell’euro, un tempo quasi impensabile, e’ adesso plausibile”.

Recenti istruzioni del Foreign e Commonwealth Office alle ambasciate e consolati del Regno Unito nell’eurozona richiedono piani di emergenza in caso di “scenari estremi” comprese rivolte e proteste a livello popolare. I diplomatici inglesi si stanno preparando ad aiutare i britannici all’estero in caso di un collasso bancario e persino sommosse derivanti dalla crisi del debito. Il Tesoro inglese ha confermato all’inizio di questo mese che la pianificazione di emergenza per un eventuale crack dell’eurozona è in corso. Un ministro senior ha rivelato il grado di preoccupazione del governo, dicendo che la Gran Bretagna sta preparandosi e che un crollo dell’euro è ormai solo questione di tempo. “E’ nel nostro interesse che si continui a rinviare perché questo ci dà più tempo per prepararci”, ha confermato il ministro al Daily Telegraph.

Secondo il quotidiano, “la Grecia ha gia’ vissuto diversi episodi di disordini e violenze di piazza, dopo che il governo ha impostato un duro piano di rientro dai suoi enormi debiti. I funzionari britannici pensano che scene simili non si possano escludere in altre nazioni Ue se l’euro crolla”.

“Alla diplomazia UK e’ stato anche detto di prepararsi ad aiutare decine di migliaia di cittadini britannici nei paesi della zona euro per le conseguenze di un collasso finanziario che non gli darebbe la possibilita’ di accedere a conti bancari o anche prelevare contanti”.

Ad alimentare le paure dei mercati finanziari per l’euro, sono le notizie secondo cui a Madrid ieri che il nuovo governo Partito Popolare potrebbe cercare un bail-out (salvataggio) sia dal fondo europeo di salvataggio dell’Unione europea o dal Fondo Monetario Internazionale.

Secondo l’Economist, questo situazione non può andare avanti per molto più tempo. Senza un drastico cambiamento di mentalita’ da parte della BCE e dei leader europei, la moneta unica potrebbe collassare nel giro di poche settimane. Qualsiasi evento possibile, dal fallimento di una grande banca alla caduta di un governo al flop di altre aste di bond, potrebbe causare la sua fine. “Nell’ultima settimana di gennaio – nota il settimanale inglese – l’Italia deve rifinanziare più di € 30 miliardi ($40 miliardi) di titoli di stato in scandeza. Se i mercati non comprano i Btp, e la BCE si rifiuta di andare in aiuto del Tesoro italiano, il terzo più grande debitore sovrano del mondo potrebbe essere spinto in default”.