Ue: Schaeuble fa pressing per budget comune Difesa

19 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Nuovo appello per un spesa comune nella difesa dell’Ue. Questa volta arriva dal ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble che, in un discorso a Berlino, ha sottolineato l’urgenza “di un budget di difesa comune”, aggiungendo che mettendo insieme le proprie risorse, l’UE avrebbe un bilancio militare diverse volte più grande della Russia.

L’intervento di Schaeuble si inseriscono nel filone delle proposte arrivate nei giorni scorsi da Germania, Francia, Spagna e Italia volte a rafforzare la cooperazione di difesa dell’UE, compresa la creazione di un quartier generale militare-civile congiunto permanente per la supervisione delle missioni UE all’estero.

A pochi giorni dal prossimo vertice Nato, secondo quanto riportato dalla stampa, nei giorni scorsi,, i ministri della Difesa di Italia, Francia, Spagna e Germania si sono rivolti agli altri 24 colleghi dell’Unione europea oltre che all’alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini per rilanciare il loro interesse e impegno per l’attuazione della strategia globale messa a punto nei mesi scorsi da Bruxelles.

In una lettera vista dall’Agi si legge che “l’obiettivo non è la realizzazione di un esercito comune” ma “una più efficace, capace e continua Unione europea della sicurezza e della difesa”, in un quadro “politico complesso e segnato dalla crisi migratoria, le difficoltà economiche, le incertezze legate all’uscita del Regno Unito dall’Ue”, i quattro paesi sottolineano la necessità di rendere possibile “una risposta unitaria alle crisi esterne, rafforzando la capacità di reazione dei paesi terzi alle prese con crisi e instabilità, soprattutto in Africa, e proteggendo la popolazione, il territorio e i valori europei”.

Nella lettera si ricorda l’importanza “dell’effetto deterrente e di difesa collettiva assicurato dalla Nato”. Infatti, sottolineano i 4 ministri, “la nostra proposta rafforza la strategia strategica Ue-Nato” e anche i Paesi che non fanno parte dell’Ue ma della Nato potranno contribuire alle missioni future, compreso il Regno Unito una volta uscito.

Gli strumenti a disposizione della risposta difensiva europea devono essere “efficienti ed autonomi” e a medio termine ci deve essere la possibilità di condurre missioni e operazioni comuni, pur senza arrivare all’esercito comune. In questa fase in cui “la sicurezza euro-atlantica è sottoposta a una sfida che non ha avuto per decenni”, questo “è il momento in cui l’Ue deve rafforzare la sua politica di sicurezza e di difesa”, conclude la lettera.