Ue: la Chiesa deve pagare allo Stato l’Ici arretrata

12 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

L’Italia deve esigere dalla Chiesa i soldi non versati dell’Ici tra il 2006 e il 2011. Lo ha stabilito l’avvocato generale dell’Ue, il belga Melchior Wathelet, che dinanzi alla Corte di giustizia ha chiesto di annullare le esenzioni dal pagamento dell’Ici per gli enti non commerciali perché risultano essere aiuti di Stato, quindi contrari alla normativa Ue.

Non vale a nulla la giustificazione addotta dallo Stato italiano per cui il recupero è impossibile vista l’assenza di una banca dati catastali degli immobili della Chiesa.

“L’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative imputabili allo Stato non giustifica un’eccezione alla regola per cui gli aiuti di Stato illegali vanno recuperati”.

Le conclusioni dell’Avvocato generale dell’Ue arrivano dopo il ricorso contro la sentenza del Tribunale europeo del 2016 che aveva deciso l’impossibilità di recupero delle imposte a causa di difficoltà organizzative. A fare ricorso contro quella sentenza la Scuola Montessori e Pietro Ferracci, titolare di un piccolo bed and breakfast a San Cesareo, vicino Roma, due tra i numerosi denuncianti che nel 2006 si sono rivolti alla Commissione contro l’esenzione di fatto concessa a scuole religiose, cliniche, alberghi e in generale tutte le attività commerciali gestite da enti ecclesiastici.

A seguito di quelle denunce, l’Antitrust Ue ha aperto un’indagine e ha stabilito che l’esenzione dall’Ici concessa a enti non commerciali per scopi specifici tra il 2006 e il 2011 era incompatibile con le regole Ue sugli aiuti di stato, perché dava un vantaggio selettivo alle attività commerciali svolte negli immobili di proprietà della Chiesa rispetto a quelle degli altri operatori. Questione poi archiviata dal governo che sostituì l’Ici con ‘lImu senza prevedere esenzioni in tal senso.

Ma pendente ancora rimaneva la questione della restituzione di quattro anni di esenzioni, una somma stimata tra i 4 e i  5 miliardi di euro. Ora la conclusione dell’Avvocato generale dell’ue che se fatta proprio dalla Corte di Giustizia aprirà un nuovo capitolo.