Ucraina: dopo crollo hryvnia, banca centrale dice basta: “Ora più controlli sui capitali”

27 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Improvviso balzo della moneta ucraina, la hryvnia, nei confronti del dollaro, dopo gli smobilizzi scatenati dei giorni scorsi, che hanno confermano l’allarme iperinflazione in Ucraina. Alle 11:56 ora di Kiev, la moneta ha segnato un rally +25% a 27 per dollaro, dopo che era capitolata fino a oltre quota 33 per dollaro.

A scatenare gli acquisti, praticamente il via dei controlli sui capitali nel paese, annunciato dallo stesso governatore della Banca centrale, Valeriya Gontareva. Di fatto, l’istituto aumenterà le restrizioni sui capitali, al fine di lottare contro il panico che si è tradotto nella corsa agli sportelli e nell’acquisto di valuta estere. Imposto anche un regime di indagini su tutte le operazioni di importazioni che eccedono il valore di $50.000.

“Il panico deve essere fermato ed è ciò che stiamo facendo ora – ha detto Gontareva – Al momento, stiamo lavorando non per cancellare le restrizioni, ma per imporne di nuove”.

Stando a quanto riporta Bloomberg, soltanto nel mese di febbraio, la hryvnia si è deprezzata -53%, scontando l’attesa di Kiev per l’approvazione del pacchetto di emergenza del Fondo Monetario Internazionale, che prevede prestiti di $17,5 miliardi, al fine di aumehtare le riserve e rimborsare i debiti.

Stranislav Piletskyy, tesoriere presso Citigoup con sede a Kiev, ha spiegato che i cambiamenti della banca centrale che porteranno maggiore offerta di valute estere sul mercato, hanno aiutato l’apprezzamento della hryvnia. Gontareva ha precisato che i controlli di capitale saranno ritirati quando la moneta “tornerà a riflettere i fondamentali”, aggiungendo che la hryvnia dovrebbe essere di 20 circa per dollaro.

La corsa agli sportelli ha portato i clienti delle banche a ritirare 17,2 miliardi di hryvnia quest’anno, e stando al numero uno della Banca centrale il fenomeno ha portato il paese a non avere sufficienti riserve. Le riserve si sono attestate a $6,4 miliardi in data 31 gennaio, in flessione rispetto a $20,4 miliardi alla fine del 2013, prima che iniziasse l’insurrezione dei filorussi. (Lna)