Tutti sono preoccupati per la Cina, come mai?

24 Novembre 2015, di Luca Luongo

Alcuni dei più grandi investitori mondiali, sono preoccupati per la Cina e lo rendono noto nelle conferenze a cui partecipano.

Secondo David Tepper lo yuan potrà subire una ulteriore svalutazione, mentre John Burbank avverte che un ulteriore ribasso potrebbe innescare una nuova recessione globale.

Tepper, il proprietario di Appaloosa Management, la scorsa settimana ha dichiarato ad una conferenza, che lo yuan cinese è massicciamente sopravvalutato e ha bisogno di perdere ulteriore valore. I suoi commenti seguono le previsioni di alcuni dei maggiori gestori di hedge fund, tra cui Crispin Odey, che prevede un ulteriore svalutazione del 30%.

I money manager stanno perdendo fiducia nella capacità della Cina di rilanciare la sua economia, la quale soffre di un calo sia dei prestiti che delle esportazioni.

Dan Loeb ha dichiarato:

Lo scenario negativo per la Cina sembra più intimidatorio che mai. La nuova domanda non è se, ma quanto sia grave il rallentamento della macchina di crescita più importante del mondo.

Goldman Sachs nella giornata di giovedi ha fatto eco alle preoccupazioni dei gestori, dicendo che il rischio più grande per i mercati emergenti il ​​prossimo anno è un “deprezzamento significativo” dello yuan. I responsabili politici, di fronte a un dollaro più forte e una crescita più lenta, potrebbero lasciare (ancora) terreno ad un possibile deprezzamento della valuta asiatica.

Parola agli Hedge Fund

Le partecipazioni ad alcuni fondi da parte delle società cinesi sono scese negli ultimi sei mesi (si stima circa un 8%). Appaloosa, Coatue gestito da Philippe Laffont e Capitale di Burbank sono state tra le più attive, da come si può evincere dai documenti depositati alla Securities and Exchange Commision. Addirittura Appaloosa ha ceduto la sua intera partecipazione dal gruppo Alibaba.

Le riserve di valuta

La banca popolare cinese, dopo la svalutazione dell’11 agosto, si è impegnata ad approcciarsi (attraverso l’emanazione di alcune leggi) al mercato con minori restrizioni (anche se questa è stata messa fin da subito in discussione). L’indicatore della forza dello yuan (nell’immagine riportata di sopra) è quasi di nuovo a dove era prima della svalutazione di agosto.

L’obiettivo dichiarato da parte del governo cinese, riguardo la crescita economica della Cina  dovrà essere del 6,5% per i prossimi cinque anni. Questo traguardo però, potrebbero non essere raggiunto, a causa della svalutazione ulteriore dello yuan nei confronti del dollaro entro la fine del 2016. Se le condizioni economiche peggioreranno in Cina, in particolare l’aspetto dei prestiti, potrebbe significare la fine del legame con il dollaro per lo yuan.

Il Panico della banca centrale cinese

Paul Singer ha dichiarato:

I paesi emergenti stanno “soffocando” sotto la pressione dei debiti contratti con gli americani. Molte economie emergenti, che sono in fase di recessione, sono “spaventati a morte” circa un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Il “cavarsela insieme” è ancora un’opzione, che il mondo potrebbe affrontare. I responsabili politici saranno probabilmente disposti a “raddoppiare il loro estremismo monetario” in risposta al deterioramento delle economie dei mercati emergenti e della Cina.

Fino a questo momento ho riportato solamente dichiarazioni di manager che vedono la situazione molto delicata, invece alcuni manager hanno una visione più ottimistica della Cina, e la riporterò qui di seguito.

Secondo la  Taconic Capital Advisors:

La Cina non sta vivendo il classico “giorno del giudizio“. La crescita ha subito un rallentamento, ma non come alcuni temevano, e il governo cinese continua ad avere delle “opportunità” per sostenere la sua economia