Trump: Camera Usa limita poteri di guerra contro Iran

10 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Via libera della Camera dei Rappresentanti Usa, controllata dai democratici, alla limitazione dei poteri di guerra di Donald Trump contro l’Iran.  La misura, denominata Iran War Powers, è passata con 224 voti a favore e 194 contrari. La risoluzione, che vieta al presidente ulteriori azioni militari senza l’autorizzazione del Congresso, dovrà ora passare il vaglio del Senato a maggioranza repubblicano.

Tre le defezioni tra i deputati del Grand Old Party (Gop) in aperta sfida a Trump. Quella licenziata dalla Camera è una ‘concurrent resolution’ che non richiede la firma del presidente. Si tratta tuttavia di una misura simbolica: è infatti non vincolante e difficilmente supererà l’esame del del Senato, controllato dai repubblicani.

Una “risoluzione ridicola” l’ha definita la Casa Bianca. “Il presidente ha il diritto e il dovere di proteggere il Paese e i cittadini dal terrorismo”, è stato precisato, difendendo la decisione di uccidere il generale iraniano Qassem Soleimani bypassando il Congresso. Trump ha infine segnalato che gli Usa erano pronti a rispondere all’Iran dopo il raid missilistico contro le due basi irachene che ospitano truppe statunitensi ma non lo hanno fatto perché non vi sono stati morti.

Metà degli americani promuovono le politiche di Trump

Mentre entra nel vivo la campagna elettorale in vista delle Presidenziali del prossimo novembre, più della metà degli americani (il 51% per la precisione) ritiene che le politiche di Trump abbiano aiutato “fortemente” o “in qualche modo” l’economia Usa. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dal Financial Times e dalla Fondazione Peterson, secondo il quale i rally del mercato azionario di fine anno e una forte crescita dei salari dei lavoratori Usa a basso reddito hanno contribuito a far crescere il favore dell’opinione pubblica statunitense nei confronti della gestione economica dell’amministrazione Trump.

È la prima volta che la maggioranza degli intervistati ha segnalato il proprio sostegno all’agenda economica del presidente dall’ottobre scorso, quando il Ft e la Fondazione Peterson hanno iniziato a sondare le preferenze degli elettori americani. Il precedente sondaggio aveva infatti mostrato che solo il 44% dei probabili elettori riteneva che la politica di Trump avesse aiutato l’economia, mentre il 47% affermava che aveva danneggiato la crescita economica.

L’ultimo sondaggio, secondo gli esperti, è stato influenzato da una combinazione di più fattori: l’aumento dei salari minimi, i bassi tassi di interesse, bassi tassi di interesse, un miglioramento del mercato immobiliare e i rialzi di Wall Street, che hanno fatto crescere l’ottimismo degli elettori.