Trump dichiara guerra all’euro: “è sottovalutato”

12 Giugno 2019, di Mariangela Tessa

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, apre un nuovo fronte di scontro con l’Europa.  Questa volta nel mirino dell’inquilino della Casa Banca finisce l’euro, il cui valore è, a suo avviso, troppo basso rispetto al dollaro.

Una situazione favorita anche dalla politica monetaria statunitense decisa dalla Federal Reserve (Fed), la Banca centrale statunitense, che Trump è  tornato ad attaccare per la decisione di alzare i tassi di interesse.

Condividendo un pezzo di opinione di “Bloomberg” che sosteneva che il basso costo dei viaggi in Europa aveva portato a una sovrabbondanza di turisti, Trump ha scritto ieri un tweet:

“Questo perché l’Euro e le altre valute sono svalutate rispetto al dollaro, mettendo gli Stati Uniti in grave svantaggio. Il tasso di interesse della Fed è troppo alto, aggiunto al ridimensionamento quantitativo ridicolo! Non ne hanno la minima idea!”, ha scritto Trump, che ha spesso invitato la banca a tagliare i tassi per tutto il 2019. Il presidente ha poi scritto che i membri della Fed “non hanno la minima idea” di quello che stanno facendo e che il quantitative tightening da loro realizzato è “ridicolo”.

La guerra intrapresa da Trump contro la Fed in realtà dura ormai da tempo. Mesi fa il presidente Usa l’aveva definita un “problema maggiore della Cina” per l’economia statunitense. Il suo risentimento non si è mai sopito. Anzi. I toni semmai sono diventati ancora più duri: l’ha fustigata per non avergli “dato ascolto” e di aver compiuto “un grande errore” con i rialzi graduali dei tassi.

La Fed ha alzato i tassi d’interesse nove volte dal 2015 e sette volte da quando il presidente Trump è entrato in carica nel 2017 nel tentativo di prevenire l’inflazione dilagante. Dopo che Trump ha affermato che l’euro e le altre valute sono svalutate rispetto al dollaro, ha specificamente accusato la Cina di svalutare la propria valuta per cercare di compensare l’impatto delle tariffe statunitensi.