Trimestrali, come sono andati i conti delle grandi banche Usa

15 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Alcune fra le maggiori istituzioni finanziarie statunitensi hanno diffuso oggi i risultati in vista dell’apertura di Wall Street, offrendo segnali misti sull’andamento del business.

Fra le società che hanno battuto le attese degli analisti spiccano Citigroup e JP Morgan. Nel primo caso, nonostante centinaia di licenziamenti, i risultati relativi al trading sono diminuiti solo dell’1% rispetto al -4% stimato. Di seguito i dati di sintesi per Citi:

  • Ricavi: 18,6 miliardi di dollari, contro i 18,54 previsti
  • Utile per azione: 1,97 dollari contro 1,95
  • Utile netto: 4,9 miliardi, contro una stima di 4,34

“Nonostante un ambiente imprevedibile per tutto il trimestre, continuiamo a perseguire la nostra strategia di miglioramento dei rendimenti degli azionisti attraverso una crescita coerente e guidata dai clienti, eseguendo al contempo il nostro piano di capitale”, ha dichiarato il CEO di Citigroup Michael Corbat in una nota.

Per quanto riguarda JP Morgan, la trimestrale è stata migliore rispetto alle attese in misura ancor più significativa. La più grande banca americana in termini di asset ha registrato i seguenti risultati:

  • Ricavi: 29,3 miliardi di dollari, contro i 28,46 attesi (30,06 miliardi il dato rettificato)
  • Utili rettificati per azione: 2,68 dollari, contro 2,34

I ricavi bancari per il trimestre sono stati pari a 3,3 miliardi, in crescita del 2% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. I ricavi delle banche di investimento sono stati 1,9 miliardi, in aumento dell’8%. Il fatturato totale dei mercati è stato di 5,1 miliardi, in crescita del 14% rispetto allo scorso anno. Le entrate relative al reddito fisso sono cresciute del 25% a 3,6 miliardi. I ricavi dei mercati azionari sono scesi del 5% a 1,5 miliardi.

Meno bene, invece le trimestrali pubblicate da Wells Fargo e Goldman Sachs. Quest’ultima ha deluso le attese per quanto riguarda gli utili, mentre ha riportato ricavi leggermente superiori al previsto.

  • Ricavi: 8,32 miliardi di dollari, contro gli 8,31 miliardi previsti (-6%)
  • Utile netto: 1,88 miliardi
  • Utile per azione: 4,79 dollari, contro i 4,81 stimati dagli anazlisti .

A deludere è state, in particolare, la divisione investimenti e prestiti, con ricavi per 1,68 miliardi, in calo del 17% rispetto all’anno precedente e al di sotto delle stime attestate su 1,74 miliardi.
I ricavi dal trading, invece, hanno superato di poco le attese: i desk di trading azionario hanno prodotto 1,88 miliardi, superando la stima di 1,79 miliardi degli analisti (FactSet). Il trading obbligazionario ha generato ricavi per 1,41 miliardi, al di sopra della stima attestata a 1,36 miliardi.

Wells Fargo, infine, ha riportato utili leggermente inferiori alle attese mentre la banca attraversa un importante processo di ristrutturazione. Il mese scorso il board della banca ha nominato il nuovo ceo, Charles Scharf (ex presidente e ceo di BNY Mellon). Di seguito i risultati principali:

  • Ricavi: 22,01 miliardi contro i 21,19 stimati (Refinitiv)
  • Utile netto: 4,6 miliardi contro gli 11,63 previsti (e in calo del 23% rispetto a un anno fa)
  • Utile per azione: 1,12 dollari, contro 1,15