Geopolitica pagina 73
Il premier libanese dimissionario Saad al-Hariri, che secondo l’Iran e Hezbollah è detenuto agli arresti domiciliari in Arabia Saudita, tornerà “a giorni” in Libano – il nuovo fronte della guerra per procura mediorientale – per confermare le sue dimissioni. Lo ha detto lo stesso politico che intervenendo alla televisione Future Tv, affiliata al suo partito,
Dopo che il regno saudita e Hezbollah si sono reciprocamente accusati di aver dichiarato guerra l’uno all’altro, il passo è breve per passare dalle parole ai fatti.
Dieci funzionari o ex funzionari venezuelani sono stati sanzionati dagli Stati Uniti per le presunte responsabilità che avrebbero avuto nelle repressioni dell’opposizione nel Paese. Ai dieci saranno congelati gli asset detenuti negli Stati Uniti. Il segretario del Tesoro Steven Mnuchin ha dichiarato che l’America “non rimarrà senza reagire dal momento che il regime [venezuelano] continua
Decine fra uomini d’affari ed ex ministri sono stati arrestati per corruzione, sono fra i più facoltosi uomini dell’Arabia Saudita
Società cinesi e americane hanno firmato oggi una ventina di accordi per un valore di 9 miliardi di dollari sul commercio.
I due nemici storici hanno unito le forze per lanciare in gran segreto una guerra alle forze sciite e filo iraniane nella polveriera mediorientale
Pesante giro di vite voluto dal principe Mohammed Salman : in manetta principi, membri della sterminata famiglia reale e ministri. Tra gli arresti eccellenti, uno degli investitori più noti della Silicon Valley.
Il lancio di un missile dallo Yemen verso Riad può essere considerato un ”atto di guerra”. Questa l’accusa che l’Arabia Saudita rivolge all’Iran, dicendo di essere in possesso di prove che dimostrano che Teheran è dietro il lancio del missile effettuato dai miliziani sciiti houthi.Sabato scorso, le forze armate saudite hanno intercettato e abbattuto un
Governo e imprese italiane si sono incontrate in una conferenza che testimonia come, nonostante l’adesione alle sanzioni, gli affari restino prioritari
La scelta della Turchia, che lo scorso luglio ha annunciato che avrebbe scelto dispositivi di difesa aerea prodotti dalla Russa (S-400) rispetto alle controparti prodotte dagli Stati Uniti, ha suscitato pochi giorni fa alcuni commenti molto critici da parte della Nato.Nel dettaglio, il generale dell’alleanza atlantica Petr Pavel ha dichiarato, in un incontro con la