Brexit pagina 84
Il capo negoziatore europeo Micheal Barnier ha detto che non avrebbe “accettato alcuna regressione da parte del Regno Unito”: “Non si torna più indietro”.
Per il ministro britannico per la Brexit, Davis c’è la possibilità di un qualsiasi tipo di confine senza attrito con l’Irlanda.
Sul fronte irlandese, il Regno Unito ha ammesso la situazione unica sull’isola d’Irlanda e ha preso impegni significativi per evitare un confine invalicabile (hard border).
Per la stampa britannica, la premier britannica rischia di uscire dall’esecutivo già la prossima settimana. E intanto le aziende si preparano al peggio (Brexit caotica).
Apertura dei Labour su una possibile permanenza del Regno Unito nel mercato unico europeo anche oltre i due anni dell’ipotetico periodo di transizione post Brexit fissati come limite dal governo conservatore di Theresa May.Un’ipotesi avanzata ieri dal ministro ombra per la Brexit Keir Starmer a Bbc Radio4.“Noi vogliamo lasciare l’opzione sul tavolo”, ha detto Starmer al
Sul valutario la sterlina è in ribasso nei confronti delle valute rivali principali. Le vendite sono scattate dopo che David Davis, il Segretario di Stato britannico incaricato di intavolare le trattative per l’uscita di Londra dalla Ue, ha detto ai parlamentari che il governo non ha ancora condotto un’analisi settore per settore dell’impatto che la
La sterlina è nuovamente in difficoltà e perde più di mezzo centesimo nei confronti del dollaro attestandosi in area 1,341 dollari. Ieri aveva toccato picchi al rialzo in area $1,35. I trader dicono che la debolezza della divisa britannica è dovuta all’ennesima fase di stallo dei negoziati sulla Brexit. La premier britannica Theresa May è
Ancora nulla di fatto per la prima fase della Brexit: nessuna intesa tra Londra e Bruxelles, ma Juncker e May si dicono ottimisti.
Grazie alle notizie dei progressi fatti nelle trattative su dogana e frontiere tra Eire e Belfast, sul mercato dei tassi di cambio la sterlina è salita ai massimi di un mese nei confronti dell’euro, toccando i €1,1415 euro. Pare che la premier britannica May abbia fatto concessioni anche sul conto da pagare per il divorzio dall’Ue.
Oggi Theresa May a Bruxelles incontra Juncker, e Tusk: meeting decisivi per passare alla secondo fase e avviare le discussioni commerciali. Resta nodo Irlanda.