Toray, fornitore di Uniqlo e Boeing, ammette di aver falsificato dati

28 Novembre 2017, di Daniele Chicca

La società giapponese Toray Industries ha ammesso di aver falsificato i dati per diverso tempo, in quello che costituisce un altro duro colpo per l’immagine e la credibilità del mondo aziendale della terza potenza economica mondiale. Toray, uno dei leader del paese nella costruzione di materiale tessile e composito, ha fatto sapere che una delle sue divisioni, Toray Hibrid Cord, è colpevole di ben 149 infrazioni diverse.

Toray Hybrid Cord ha commesso le irregolarità nella vendita di tre prodotti alle imprese di pneumatici e gruppi attivi nella componentistica per il settore automobilistico: cavi per pneumatici, cavi per le cinture di sicurezza e corde sintetiche. La società ha fabbricato i prodotti fornendo dei dati tali da far sembrar che fossero rispettate le richieste della clientela.

A essere coinvolte sarebbero 13 società giapponesi e straniere, tra cui almeno un’impresa sudcoreana. Nel comunicato ufficiale Toray, uno dei fornitori principali di Boeing e del colosso giapponese dell’abbigliamento Uniqlo, si è scusata sottolineando che la quantità di dati falsificati per rispettare gli standard del contratto firmato con i clienti è stata “insignificante” e che a quanto risulta non ci saranno problemi per la sicurezza.

Toray Hybrid Cord ha scoperto i problemi durante un’esamina interna condotta a luglio dell’anno scorso, con il presidente della società madre, Akihiro Nikkaku, che è stato informato della pratica a ottobre di quell’anno. Questo ha fatto sorgere una serie di interrogativi sul perché per esempio ci è voluto più di un anno per rendere pubblica la falsificazione.

Nikkaku ha provato a fornire delle risposte durante una conferenza stampa tenutasi martedì 28 novembre a Tokyo. Toray, ha spiegato il dirigente, non sarebbe tenuta a rivelare una falsificazione dei dati di tale portata, dal momento che non ci sono rischi per la sicurezza dei consumatori e visto che non sono state commesse violazioni della legge.

La procedura prevede che in questi casi Toray, gruppo specializzato nella chimica organica sintetica, chimica dei polimeri, e biochimica, sistemi la questione in privato direttamente con i singoli consumatori interessati. Tuttavia siccome la dirigenza è stata messa a conoscenza di un articolo pubblicato su Internet a inizio novembre in cui si diceva che la divisione di Toray falsificava dati, azionisti e consumatori hanno contattato Toray per chiedere spiegazioni.

“Per chiarire la situazione, abbiamo deciso che la cosa migliore da fare fosse rendere pubblica la vicenda“. Nikkaku ha anche fatto sapere che Toray sta conducendo un’indagine interna in tutto il gruppo per scoprire l’eventuale esistenza di altre pratiche simili e che ci sono ancora 137 casi che rimangono da esaminare.

Oltre a Uniqlo, tra clienti di Toray figura Boeing, per cui il gruppo fabbrica fibre di carbonio. “Ho motivo di credere che non ci siano irregolarità commesse nei prodotti che forniamo ai grandi clienti come Boeing e Fast Retailing”, ha spiegato Nikkaku, facendo riferimento al gruppo statunitense di aerei e alla società madre di Uniqlo.