Titolare effettivo: Un “prestanome” in famiglia!

5 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

 

Titolare effettivo: L’importanza della conoscenza nella valutazione dei rischi – Un “prestanome” in famiglia

 

Quando penso alla figura del “Titolare effettivo” all’interno di una società, come colui che di fatto
detiene il controllo, inteso come fulcro delle decisioni, spesso anche imposte da terzi soggetti esterni come scelte di gestione, mi torna alla mente il caso di una Società di capitali (Srl), unipersonale, amministrata dall’unico socio al pari di una ditta individuale.

E’ questo un caso dove non è possibile la sua individuazione attraverso il criterio della ripartizione del capitale sociale di cui al percorso indicato al punto 1 della lettera a) dell’articolo 2 dell’Allegato tecnico al D.lgs 231/07[1].

Il riferimento, pertanto, in situazioni della specie, non può che ricadere sul punto 2) che testualmente recita:

“”La persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un’entità giuridica””.

Il caso che ci riguarda e di cui vorrei parlare oggi, come accennato dianzi, interessa una Società a responsabilità limitata operante in terra di Calabria nel settore del “movimento terra” e della quale ho avuto esperienza diretta, allora amministrata da una ragazza di appena venti anni e che versava sistematicamente in denaro contante, con cadenza mensile, circa 300 milioni del vecchio conio sul conto aziendale della indicata società.

Alla richiesta circa la provenienza di tali ingenti risorse riferiva che trattavasi di compensi per
prestazioni di lavori effettuati (movimento terra) per conto dell’ANAS (Azienda Nazionale Autonoma per le Strade).

Per quanto inverosimile come versione giustificativa di siffatta movimentazione – posto che L’Anas non paga certamente in denaro contante – a distanza di qualche anno, il di lei genitore –
ultra sessantenne – venne tratto in arresto in quanto accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, estorsione, usura e altro ancora.

Insomma, trattavasi di soggetto particolarmente noto alle cronache giudiziarie con oltre dieci pagine di precedenti penali.

A questo punto divenne chiara l’origine delle risorse finanziarie movimentate sui rapporti di conto  in essere della Srl, frutto di estorsione ripetuta alle attività economiche esistenti sul territorio, come venne confermato dalle numerose testimonianze degli operatori economici e intercettazioni eseguite dalla polizia giudiziaria e delle quali ebbi notizia leggendo il provvedimento della Misura cautelare in carcere, emesso dalla Dirzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e notificato in filiale insieme ai provvedimenti di sequestro.

Il Direttore di filiale che  nel periodo precedente non mi aveva mai risposto alle  ripetute richieste finalizzate a conoscere la fonte di tali risorse ed ingente movimentazione, ad arresto avvenuto mi confessò di avere avuto una “paura fisica” di segnalare il cliente perché lo sapeva trattarsi di un noto personaggio  legato alla criminalità organizzata.

 … c o n t i n u a …

 

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[1] L’art. 2 dell’allegato tecnico al D.Lgs.
21 novembre 2007, n. 231, stabilisce che: “Per titolare effettivo si intende:

a) in caso di società:

1. la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino un\’entità giuridica, attraverso il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, purché non si tratti di una società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta a obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti; tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25 per cento più uno di partecipazione al capitale sociale;

2. la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un\’entità giuridica;

b) in caso di entità giuridiche quali le fondazioni e di istituti giuridici quali i trust, che amministrano e
distribuiscono fondi:

1. se i futuri beneficiari sono già stati determinati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25 per
cento o più del patrimonio di un’entità giuridica;

2. se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, la categoria di persone nel cui interesse principale è istituita o agisce l’entità giuridica;

3. la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica.