Mercati

The Big Picture, il portafoglio equilibrato per il 2026 secondo Invesco

Mix equilibrato di azioni non statunitensi, CLO, prestiti bancari e materie prime industriali: sono questi gli asset preferiti da Invesco per gli investimenti del 2026. L’accelerazione dell’economia globale è  alla base delle previsioni per il prossimo anno descritta nell’outlook “The Big Picture”, presentato a Milano da Frank Di Crocco, Head of Italy Distribution e Paul Jackson, Global Market Strategist EMEA di Invesco.

L’indebolimento del dollaro e l’allentamento monetario sono due situazioni che porteranno alle sovraperformance degli asset più rischiosi e difensivi. Per questo motivo, Invesco suggerisce un approccio “barbell” per costruire il portafoglio del 2026: “Riduciamo i titoli di Stato e il credito investment grade ad un leggero sottopeso nel nostro Model Asset Allocation, mentre aumentiamo l’high yield a neutrale. Aggiungiamo CLOs con rating AAA al nostro portafoglio, preferendoli alla liquidità nella categoria delle disponibilità liquide”.

Buone notizie all’orizzonte

A fare il punto sulle prospettive per i mercati finanziari è stato Paul Jackson, il quale ha delineato una visione ottimistica del 2026.

La prima buona notizia interessa la politica monetaria e il notevole allentamento delle banche centrali che, secondo Jackson, non si è ancora concluso. “Perché siamo così ottimisti sull’economia globale? Perché sono ormai due anni che le banche centrali tagliano tassi e, secondo me, la Fed farà altri quattro tagli da qui alla fine dell’anno” ha dichiarato l’esperto, suggerendo che il prossimo tasso di riferimento Fed sarà del 3%. Ciò porterebbe ad un indebolimento del dollaro a vantaggio delle materie prime, dei mercati emergenti e delle azioni statunitensi.

La seconda è che nel 2026 continueranno a crescere i salari reali e, di conseguenza, dovrebbe crescere la spesa al consumo in Europa. Ad arricchire il contesto positivo descritto nell’outlook, arriva la previsione di un potenziale impulso fiscale in arrivo dall’Europa e dal Giappone.

Come dev’essere il portafoglio del 2026?

“I risultati migliori saranno ottenuti agli estremi dello spettro di volatilità, sia con asset difensivi che rischiosi” si legge nell’outlook. La strategia per questo contesto è senza dubbio un approccio “barbell”, ossia un mix equilibrato di un’ampia fetta di asset a basso rischio e bassa volatilità, con una piccola parte di asset ad alto rischio e un elevato potenziale di rendimento.

“A nostro avviso, senza un marcato rallentamento della crescita del Pil globale, dubitiamo che gli asset difensivi come i titoli di Stato e gli IG (investment grade) saranno tra i migliori performer”. Secondo Invesco, ci sarà un’accelerazione globale nei prossimi 12 mesi che porterà a una sovraperformance degli asset più rischiosi come le azioni non statunitensi.

“Inoltre, le materie prime industriali (energia e metalli industriali) sono in linea con i livelli storici e riteniamo che potrebbero trarne vantaggio se l’economia globale accelerasse” viene precisato nell’outlook. Tra gli asset difensivi “riteniamo che la liquidità, i CLO con rating AAA e i prestiti bancari offriranno rendimenti migliori corretti per il rischio, rispetto alle controparti a reddito fisso” si legge nella previsione.

Molti quindi i fattori che determineranno i risultati degli investimenti nel 2026 e, sicuramente, andranno monitorate le banche centrali (soprattutto la Fed), le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, la politica francese e britannica e le relazioni tra Stati Uniti e Cina.
La principale incognita sarà l’inflazione che, secondo Invesco “aumenterà nel corso del 2026 a causa dell’aumento dei salari, dei prezzi delle materie prime e della crescita dell’offerta di moneta che progressivamente aumenta”.

L’importanza del risparmio

L’importanza della pianificazione finanziaria è un tassello fondamentale che non va sottovalutato. A novant’anni dalla nascita Invesco sottolinea l’importanza della longevità, con un intervento di Frank Di Crocco, Head of Italy Distribution.

“Uno dei temi che ci sta più a cuore è quello della longevity. L’allungamento della vita e i suoi effetti economici e sociali stanno ridefinendo abitudini e priorità a livello globale. Un tema che riguarda da vicino anche l’Italia, Paese longevo e ad alto tasso di risparmio. Come settore, abbiamo la responsabilità di promuovere una maggiore cultura finanziaria, aiutando gli italiani a comprendere che è il momento di far lavorare i propri risparmi, trasformandoli in scelte consapevoli e orientate al futuro” ha dichiarato. “Guardando ai nostri 90 anni di storia, emerge un tratto distintivo: la capacità di adattarci, evolvere e guardare sempre avanti” ha concluso.