Tesla: rendimenti boom per chi ha scommesso contro il gruppo di Musk

1 Giugno 2022, di Mariangela Tessa

Chi ha scommesso contro Tesla può ritenersi fortunato. Da inizio anno, i venditori allo scoperto hanno raccolto profitti per quasi 7 miliardi di dollari (6,8 miliardi per la precisione) dalle loro scommesse contro il produttore di veicoli elettrici. Lo dicono i  dati forniti da Ortex Research aggiornati al venerdì 27 maggio. Solo un giorno prima, erano addirittura superiori a $ 8 miliardi.

Tesla, cosa è successo

Il titolo Tesla ha infatti segnato un balzo del 7,3% venerdì, ma da inizio anno il calo è superiore a -36%. I dati confermano che scommettere contro le big cap hi-tech è stata una delle mosse più redditizie fatte finora quest’anno.

Ovviamente, Tesla non è stato l’unico grande titolo tecnologico ad arricchire i venditori allo scoperto. Sempre secondo i dato Ortez, da inizio anno gli investitori che hanno scommesso contro i titoli del Nasdaq-100 (-22% da inizio anno) hanno guadagnato oltre $ 60 miliardi.

Non è andata male neppure a chi hanno avuto il coraggio di scommettere contro Amazon, Facebook e Netflix: i tre giganti Usa hanno assicurato guadagni rispettivamente di $ 3,5 miliardi, $ 3,6 miliardi e $ 3,4 miliardi dall’inizio dell’anno fino a venerdì.

“C’è molto interesse nello shortare in questo mercato perché ora paga per la prima volta da molto tempo”, ha detto a Insider Ben Laidler, strategist di eToro, aggiungendo che un mercato toro pluriennale  aveva portato gli investitori a ridurre drasticamente le vendite allo scoperto. “Tutti gli indicatori che guardo ora, mi dicono che questi numeri sono ancora molto bassi”.

Che cosa sono le vendite allo scoperto

La vendita allo scoperto è un’operazione speculativa in cui si scommette sul fatto che il valore di un’azione calerà. Chi ha fatto la scommessa, normalmente uno “scopertista”, o short seller,  guadagna dei soldi se il valore dell’azione cala e ne perde se il valore aumenta. Per effettuare la vendita short è necessario prendere temporaneamente a prestito i titoli dalla banca o da un intermediario finanziario.

La disponibilità degli stessi è necessaria prima di effettuare la vendita. Solitamente, per il prestito suddetto, viene pagato un interesse annuale al broker in relazione alla durata in giorni dell’operazione di vendita allo scoperto. Oltre a pretendere l’interesse annuale stabilito (che può variare anche in base al singolo titolo), il broker richiede un margine di garanzia per l’operazione (ad esempio il 50% del controvalore scambiato).
La logica che sta dietro ad una operazione di vendita allo scoperto è invertita rispetto a quella di una normale operazione, la quale prevede prima l’acquisto e poi la vendita dello strumento e che può quindi essere utilizzata in fasi di discesa dei mercati.