Terremoto: non solo sciacalli, si indaga su furbetti di residenza

5 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo sulle richieste di residenza sospette che sono giunte al Comune di Amatrice nei giorni successivi al terremoto che ha devastato la città.

Un volume di domande poco chiaro che potrebbe nascondere il tentativo di accaparrarsi una fetta dei contributi pubblici che saranno affidati ai residenti del paese per la ricostruzione degli immobili.

Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, non teme che i “furbetti della residenza”, così battezzati dai media, possano farla franca: “Gli uffici dell’anagrafe hanno avuto disposizione di informare i carabinieri e i vigili ogni volta che arrivano richieste di questo tipo”, ha detto. Alcuni “furbi” sono già stati individuati in un altro dei centri terremotati, Accumoli.
Non è detto che dietro a ciascuna richiesta di residenza si celi un proposito fraudolento: la polizia giudiziaria avrà, appunto, il compito di discernere le domande di coloro che semplicemente si erano attardati a regolarizzare presso l’Anagrafe una residenza in atto già da tempo, da quanti si trovino in posizioni più dubbie. E’ il caso di coloro che reclamano una residenza presso immobili o strade ormai completamente distrutte dal sisma.
Nel frattempo il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha rivolto un pensiero alle vittime del terremoto nella cornice internazionale del G20 in corso in Cina:

“La nostra mente, il nostro cuore, il nostro primo pensiero va ai nostri connazionali che sono costretti nelle tende che vogliamo restituire il prima possibile a una vita normale”, ha detto il premier, “abbiamo promesso di mantenere alta l’attenzione su questo tema anche quando i riflettori si sarebbero spenti, e dal G20 voglio dire che il nostro pensiero è costante alle vittime del terremoto e alle famiglie che provano a ripartire”.