Sisma Ischia: quanto costa messa in sicurezza delle case

22 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

NAPOLI (WSI) – Due morti e circa 2600 sfollati è il bilancio, per ora provvisorio, del terremoto che ha colpito Ischia ieri sera alle 20.57 con magnitudo 4.0. L’ennesimo sisma che sconvolge l’Italia e tornano immancabili le polemiche sulla messa in sicurezza degli edifici in tutta la penisola, che secondo un rapporti di Casa Italia, costa i tra i 36,8 e 850 miliardi di euro.

Una cifra enorme che varia in base alla tipologia di immobile e alle zone sismiche che si prendono in riferimento. Come scrive Il Sole 24 Ore:

“Il costo minimo di 36,8 miliardi si riferisce alla diagnosi condotta sui soli edifici realizzati in muratura portante e che si trovano nei 648 comuni a maggior rischio sismico. Se si includono gli edifici in calcestruzzo armato realizzati prima del 1971 (prime norme antisimiche) il conto sale a 46,4 miliardi; con quelli in cemento armato realizzati fino al 1981 il costo sale a 56 miliardi. Se poi si allarga anche il numero dei Comuni si arriva appunto a 850,7 miliardi”.

Sulla messa in sicurezza degli immobili è anche intervenuto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che dal Meeting di Rimini sottolinea:

“Bisogna che gli italiani capiscano l’importanza della prevenzione dal rischio sismico (…) Quindi dico qui al Meeting: credete nella messa in sicurezza della vostra casa, che di fatto è a spese dello Stato: vi è una detrazione che si può usufruire per cinque anni e fino all’80%, comprese le spese della diagnosi, che significa lavoro per professionisti e studi di progettazione e maggior valore all’immobile per la famiglia”.

Ma non solo a livello individuale, occorre una cooperazione pubblico-privato come ha sottolineato Fabio Cerchiai, presidente di Atlantia e Autostrade per l’Italia, che lancia anche una sua proposta: polizze assicurative anche per terremoti.

“Ci vuole una cooperazione intelligente e concreta tra pubblico e privato. L’inclinazione è andare nella direzione di altri paesi, ovvero adottare lo strumento assicurativo: attualmente in Italia sono assicurate dalle alluvioni solo il 2% delle abitazioni, e per la normale polizza incendi solo il 45% delle abitazioni (…) lo strumento può essere utile solo se l’assicurazione diventasse obbligatoria, come in Francia”.