Terremoti, l’esperto: “Tutta Italia a rischio sismico”

24 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Alle serie di terremoti che nel cuore della scorsa notte hanno distrutto diverse località del Centro Italia e che ha provocato almeno 21 morti, ne potrebbero seguire altre. E’ quanto accade solitamente quando si presentano eventi sismici di questa portata “paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila”, spiega il sismologo Andrea Tertulliani ( Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) in un’intervista a Repubblica: “Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche sismiche sicuramente numerose”, dice l’esperto, “però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale”.

Come la storia ha spesso insegnato “la fascia appenninica che va dall’Umbria, Marche meridionali e Abruzzo è sede di una sismicità frequente e spesso molto forte”, ne è stata testimonianza il terremoto che squassò L’Aquila nel 2009. Nella notte, a partire dalle 3:36 le scosse sembra siano state oltre cento, la più violenta alle 3:36 in provincia di Rieti (Lazio) con una forza magnitudo 6.0; devastanti anche i terremoti in provincia di Perugia (Umbria), magnitudo 5.1 e 5.4 alle 4:42 e alle 4:43.
“Già nel 1639 in quest’area è stato registrato un sisma ‘gemello’ al terremoto verificatosi questa notte”, ha ricordato Tertulliani all’Adnkronos, quell’anno “furono registrate scosse della stessa entità, a dimostrazione che stiamo parlando di una zona ad altissimo rischio sismico”.

E secondo il sismologo Warner Marzocchi, intervenuto a Repubblica Tv l’Italia, eccetto poche aree come Puglia e Sardegna, è tutta a rischio sismico: “zone a rischio zero non ce ne sono”, anche se i maggiori problemi possono sorgere nel Meridione, nel quale molte degli edifici non sono progettati per resistere a forti terremoti, precisa l’esperto.

Paolo Messina, direttore del CNR Igag, conferma che è “purtroppo possibile che si verifichino altre scosse, speriamo di magnitudo inferiore. In questa situazione l’unica cosa da fare è seguire le indicazioni di protezione civile e sindaci”.