Teoria complottista: élite faranno di tutto per fermare Trump

21 Giugno 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Una settimana è trascorsa dalla conclusione del vertice del gruppo Bilderberg, la riunione top secret tra i potenti dell’Occidente in cui si vocifera che vengano decise le sorti del mondo, e sono già successi due eventi che hanno spostato l’equilibrio geopolitico ed economico, a favore dell’establishment.

L’omicidio della deputata stella nascente del partito labourista inglese Jo Cox, favorevole allo scenario di “Remain” per il Regno Unito in Europa, e l’attentato terrorista di un folle in una discoteca gay di Orlando, negli Stati Uniti. Si tratta di teorie cospirazioniste da cui prendere le distanze, ma vista la grossa posta in gioco vale la pena almeno riportare i fatti.

In seguito alla morte di Cox, uccisa per mano di un folle nazionalista, il fronte del Si all’Europa ha guadagnato terreno nei sondaggi tornando in testa. Quando mancano ormai soltanto due giorni al voto sulla Brexit i mercati hanno ripreso a correre, con il Dow Jones che ha guadagnato almeno 500 punti.

Secondo le tesi – discutibili – che girano molto in questi giorni su Internet, e da cui uno è libero di prendere le distanze, i due eventi non sarebbero una mera coincidenza. I fatti che non quadrano e che vengono citati dai complottisti sono diversi:

  • Rumor sul tempismo sospetto degli attentati di Orlando (subito dopo il meeting di Dresda)
  • Non ci sono prove di sangue o ritrovamento dei corpi delle decine di persone assassinate
  • Il direttore della CIA è in tour per promuovere campagne anti terrorismo (evento insolito)
  • La retorica e l’impegno politico per vedere gli Usa maggiormente coinvolti in Siria (compreso il memorandum firmato da decine di diplomatici e politici Usa in cui si chiede di cacciare Assad)

Inoltre per la prima volta al Bilderberg è stato invitato un senatore Usa Repubblicano, Lindsey Graham, che è anti Trump, guerrafondaio e vicino alle élite. Insomma, la tesi finale è che ci sia da aspettarsi qualcosa di altrettanto grosso prima delle elezioni anticipate in Spagna e sopratutto prima delle elezioni presidenziali di novembre negli Stati Uniti.

Gli investitori dovrebbero stare in allerta. Il prossimo passo delle élite, secondo una delle teorie complottiste più popolari, sarà quello di fermare Donald Trump, che è una delle maggiori minacce alla stabilità dell’ordine mondiale e dei mercati finanziari.

Una guerra in Siria o con la Russia, oppure un evento terroristico interno di grande portata, il collasso dei mercati finanziari o una rivolta civile, tanto per citare alcuni esempi, potrebbe persino rimandare l’appuntamento con le elezioni presidenziali e certamente cambiare le opinioni dei cittadini e quindi le intenzioni di voto.

Le guerre, si sa, sono positive per chi fa affari e per chi è al potere. Distolgono l’attenzione delle masse e specialmente in America tendono a raccogliere il paese intorno al suo presidente. Se non ci fosse stata la guerra in Iraq nel 2003 Bush figlio non sarebbe mai stato rieletto una seconda volta.

Lindsey Graham, senatore Repubblicano Usa anti Trump ma guerrafondaio