Telecom, Vivendi apre la porta a crescita quota: “Mai dire mai”

8 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Con l’ingreso di Vivendi in Telecom Italia, un investimento che potrebbe ancora aumentare e superare il 15%, i due gruppi possono finalmente puntare a diventare competitivi sul piano internazionale.

L’azienda francese di tlc non esclude possa aumentare un giorno, e non sta lavorando su Mediaset.

Lo ha detto alle agenzie stampa l’AD Arnaud de Puyfontaine che ha anche sottolineato di non aver chiesto ufficialmente alcun posto nel Cda della compagnia telefonica.

“Non abbiamo fatto nessuna richiesta formale, lavoriamo bene con questo board”, ha risposto, uscendo da un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, a una domanda se il gruppo francese abbia chiesto due posti in consiglio.

Quanto alle indiscrezioni su un possible incremento della partecipazione, il manager ha detto: “Siamo contenti; salendo dall’8% al 15% abbiamo voluto dare un segnale del nostro impegno. Ma noi abbiamo un proverbio che dice: non dire mai alla fontana non berrò la tua acqua”.

Grazie alle sinergie possibili con Vivendi “c’e’ una partita da giocare con i grandi player americani”. Lo ha detto il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico con il ministro Federica Guidi e l’amministratore delegato di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine. “In Europa – ha aggiunto Recchi – non esistono ancora campioni del genere, le sinergie sono molto buone”.

Sull’incontro con il ministro Guidi De Puyfontaine dice che è andato molto bene ed è contento di “avere l’opportunita’ di presentare Vivendi e’ il motivo per cui siamo qui”.

Il manager francese ha poi spiegato che il piano e’ quello “di sostenere lo sviluppo dell’infrastruttura di rete che e’ importante. Vogliamo realizzare lo sviluppo di contenuti con una strategia di lungo termine in Telecom Italia come azionisti”.

Siamo, ha aggiunto l’AD, “molto entusiasti di cio’ che possiamo fare come azionisti di Telecom Italia. Quello che abbiamo letto riguardo a un investimento puramente finanziario in Telecom e’ un ‘non sense’. Vincent Bollore’, presidente e primo azionista di Vivendi, ha diverse posizioni in Italia, ama l’Italia e anch’io la amo. C’e’ una sorta di impegno culturale ed emotivo con questo Paese”.

(DaC)