TELECOM, DI PIETRO SI SCHIERA CON BEPPE GRILLO

2 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 2 apr – “Tronchetti Provera ha un problema. Olimpia ha in carico le azioni Telecom Italia a un valore ben superiore a quello di mercato. In Borsa Telecom vale poco più di 2 euro, Tronchetti per vendere ne vuole 2,92. E questo è il principale motivo per cui non ha trovato un punto di incontro con il sistema bancario italiano e sta valutando la cessione di Olimpia alla statunitense At&T e alla messicana America Movil”. Parte da questa premessa il ministro Antonio Di Pietro, che nel suo blog scrive: “La domanda che può porsi il cittadino o la miriade di piccoli azionisti è: perché Tronchetti può chiedere 2,92 e gli altri azionisti di Telecom devono accontentarsi delle perdite costanti degli ultimi anni e vendere al valore di mercato? La risposta sta nella capacità di indirizzare la governance della Telecom da parte di Olimpia, grazie alle attuali regole che consentono a un azionista con il 18% di imporre le sue scelte al restante 82%”. Chi compra Olimpia può quindi ‘comandare’ in Telecom. Osserva il ministro: “La minoranza governa al posto della maggioranza: un paradosso. Pochi guadagnano, quasi tutti perdono. Questo non deve essere più possibile. I piccoli azionisti devono disporre di organi di rappresentanza e alcuni meccanismi consentiti in Borsa, come ad esempio le scatole cinesi, devono essere aboliti. Beppe Grillo ha lanciato una iniziativa dal nome “share action” per ottenere la delega in assemblea Telecom da parte dei piccoli azionisti, io ho deciso di aderire. Telecom è un asset fondamentale per l’Italia e non può essere oggetto di speculazioni finanziarie e questo ribadirò all’incontro che ho chiesto con urgenza al presidente del Consiglio Romano Prodi nel quale proporrò una norma, anche sotto forma di decreto legge, per rivedere le regole di governance e per impedire, da subito, che una minoranza possa decidere al posto della maggioranza azionaria”.