Tax day: imprese e famiglie pagano a Erario 32,6 miliardi

17 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Non solo Imu e Tasi. Oggi, lunedì 17 giugno, sono chiamati alla cassa imprese e famiglie per oltre 32,6 miliardi di euro da pagare all’Erario. I conti sono quelli che fa la Cgia di Mestre per quello che è stato definito il primo tax day dell’anno.

Nei dettagli, secondo la stima elaborata dall’Ufficio studi della CGIA, entro oggi gli imprenditori dovranno pagare al fisco le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori (12 miliardi di euro), mentre famiglie e imprese saranno chiamate a versare l’Imu/Tasi in capo alle seconde/terze case e agli immobili strumentali (9,9 miliardi di euro). Poi industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi, inoltre, dovranno versare l’Iva allo Stato (9,8 miliardi) e, infine, si dovranno  corrispondere le ritenute Irpef trattenute sui compensi dei lavoratori autonomi (935 milioni di euro).

Oltre ad avere una pressione fiscale tra le più elevate d’Europa –in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che, all’interno della propria attività, in moltissimi casi non dispongono nemmeno di un ufficio amministrativo minimamente strutturato.

Così afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo. Ma oltre alle tasse da pagare cè un altro aspetto da considerare, ossia la difficoltà degli imprenditori a onorare i loro impegn con l’Erario.

“Entro lunedì non saranno pochi gli imprenditori che avranno difficoltà a recuperare le risorse economiche per onorare gli impegni fiscali. Oltre alla congiuntura difficile, le banche continuano a erogare il credito con il contagocce”.

Sebbene la situazione dei crediti deteriorati sia scesa ai livelli precrisi, i prestiti bancari alle imprese di piccola dimensione (meno di 20 addetti) sono in costante calo dal 2012 sottolina la Cgias.