TAV, l’ingegnere contrario all’analisi: “Si seguiva metodo Ponti”

13 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

I costi per realizzare la linea ad Alta Velocità Torino-Lione, la Tav, superano i benefici di una cifra compresa tra i 7 e gli 8 miliardi di euro. Così la commissione tecnica guidata da Marco Ponti incaricata dal ministero di analizzare i costi e i benefici della realizzazione dell’opera.

Una sonora bocciatura quella indicata dai tecnici che, come afferma lo stesso professore Marco Ponti in audizione in commissione Trasporti alla Camera, si basa sui numeri e non su un atteggiamento ideologico.

Si è molto parlato della neutralità di questo gruppo di lavoro, perché dicono che molti si sono già espressi contro la Tav. Il motivo per cui ci siamo espressi? E’ come quando un medico vede un quadro clinico di un paziente che viene con radiografie e lo vede come molto ammalato, quel medico deve dire che è molto ammalato. Io non credo che ci stato alcun atteggiamento ideologico da parte della Commissione. Possiamo discutere di conti oggi, i conti secondo noi migliorano il dibattito anche se non risolvono tutti i problemi.

L’unico dei sei componenti della commissione Ponti a non avere sottoscritto l’analisi costi benefici è Pierluigi Coppola, docente di ingegneria dei Trasporti all’università di Roma Tor Vergata che al
CorrieredellaSera spiega i motivi del suo rifiuto.

Ho fatto presente al ministro Toninelli alcune obiezioni di merito sul metodo seguito dai miei colleghi (…) Sono un tecnico abituato a lavorare per offrire un supporto alle amministrazioni, ma senza clamori (…) Dell’analisi costi-benefici di Ponti e del resto della commissione non condivido la metodologia utilizzata. Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale. È il metodo del professor Ponti. Si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E a quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici. Si tratta di linee guida che il ministero alle Infrastrutture ha adottato in via ufficiale con un decreto approvato lo scorso 16 giugno 2017 (…) Diciamo che ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l’analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto. Per me è importante che le opere vengano valutate correttamente, siano esse la Tav o un’autostrada. Non è ormai un mistero il fatto che l’inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti sia una procedura inedita, non prevista da alcuna linea guida, europea o italiana.

Altro critico dell’analisti Ponti è Sergio Chiamparino, il presidente della Regione Piemonte.

Affidare al professor Ponti lo studio è stato come affidare a Dracula il controllo della banca del sangue, ora il governo prenda una decisione (…) Detto questo, ora che l’analisi c’è, il governo Conte-Salvini-Di Maio si assuma la responsabilità di decidere. Anche se temo di non sbagliare dicendo che, arrivata la costi-benefici, il governo farà ancora melina e anche sulla Tav, su opposte sponde, faranno solo campagna elettorale, a costo di perdere i finanziamenti europei, per arrivare alle elezioni senza pagare il dazio di una decisione. Ora è chiaro chi vuole mettere il Piemonte in un angolo.