Tasse sulla casa, Imu e Tasi: ecco come potrebbero cambiare

29 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Il pagamento della prima rata 2019 è scaduto il 16 giugno scorso e il prossimo appuntamento con Imu e Tasi per i contribuenti sarà a dicembre con il saldo e conguaglio. Ma potrebbe essere l’ultimo visto che da settimane si parla di una nuova, ennesima, riforma fiscale sugli immobili, con l’unione delle due imposte gemelle in una sola, la nuova Imu.

Imu e Tasi, l’imposta municipale sugli immobili e il tributo comunale sui servizi indivisibili, in comune hanno vari aspetti. In primis entrambe non sono più dovute sull’abitazione principale,  a patto che non si tratti di un immobile di lusso/di pregio  e in secondo luogo entrambe seguono le medesime regole per il calcolo (base imponibile rivalutata al 5% e poi aliquote, detrazioni, ecc..).

E’ stato il leghista Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione finanze alla camera, a proporre un disegno di legge sulla nuova Imu che ora fa di più: introdurre il modello precompilato per il pagamento e cancellare la Tasi. Come spiega a Il Sole 24 ore lo stesso Gusmeroli:

Introdurre un F24 precompilato da inviare a casa o da inserire nel 730 preparato dall’Agenzia delle Entrate e cancellare la Tasi ora si può fare vista anche la possibilità riconosciuta in commissione dal Mef di superare la maggiorazione Tasi da 270 milioni applicata oggi in circa 300 Comuni. A questo punto ne servirebbero 830, un’impresa possibile per tagliare davvero le tasse sulla casa a tutti.

Il problema però che fa emergere il quotidiano di Confindustria è un altro. Sul gettito Imu e Tasi oggi l’Italia è divisa in due. In base agli ultimi dati raccolti dalla direzione Finanza locale del Viminale, dal punto di vista dell’evasione Imu/Tasi, in Calabria manca all’appello il 43,2% degli incassi potenziali, in Campania il 38,6%, mentre dall’altra parte della classifica si incontra l’Emilia Romagna, con il 17,9%, insieme a Liguria (18,4%) e Lombardia (20,7%).