Tassazione forfettaria & Paperoni di ritorno

11 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

In Europa non si trova un accordo o forse non si è mai cercato in tema di armonizzazione fiscale e allora si va avanti come “vincoli sparpagliati” di Pappagone[1] memoria: bene, chi fa per sé fa per tre.

E allora ci siamo inventati di fare quello che una volta faceva la Svizzera: attrarre i capitali, le risorse finanziarie da altri Paesi.

Noi, grazie, al clima, la buona cucina, le nostre città d’arte, un costo della vita più basso, collegamenti logistici più efficienti rispetto alla concorrenza di oggi (Cipro, Malta, Montecarlo, Svizzera o Regno Unito), possiamo fare di più e allora attiriamo anche i “paperoni”, non solo quelli nostrani che in passato sono scappati alla ricerca di trattamenti fiscali migliori, ma anche di altri Paesi, come russi, cinesi, americani per esempio, purché abbiano il portafoglio pieno.

Insomma, questi signori, se decidono di trasferire la loro residenza in Italia pagherebbero una cifra forfettaria di centomila euro all’anno per i “redditi prodotti all’estero”, oltre a 25mila euro per ogni familiare a carico per un contratto con l’Amministrazione finanziaria della durata di 15 anni.

Pare che molti imprenditori siano pronti al rientro nella terra del “Sole mio”, ma avendo qualche remora che a breve possano cambiare le regole della finanziaria 2017 (la legge di stabilità dell’anno in corso), per maggiore sicurezza, aspettano l’esito delle elezioni della primavera prossima di fine legislatura.

In Italia l’incertezza è l’unica cosa certa e pertanto le cautele non sono mai abbastanza.

Previsioni a breve

Non essendo un economista posso fare una previsione con maggiore scioltezza e senza compromettere nessuno e men che mai la mia credibilità, potendo ragionevolmente affermare che, se il trend altamente positivo dei dati diffusi dall’Istituto di statistica nazionale in questi giorni  sulla  produzione industriale, sui consumi interni, sulla inflazione, sulla ripresa dell’occupazione dovessero confermarsi nei prossimi sei mesi in termini strutturali, la misura sarà certamente confermata.

Per mutuare una frase di un filosofo tedesco che era solito ripetere che “L’economia è il nostro destino”, oggi potremmo dire che il nostro destino è in parte legato all’economia degli altri, a quella dei tanti “paperoni” in circolazione, alla continua ricerca di lidi sicuri.

Auspico tuttavia una soluzione di lungo respiro nella politica tributaria dell’Unione Europea, in grado di stigmatizzare queste iniziative finalizzate ad ostacolare una visione d’insieme in grado di dare certezza del diritto alla pianificazione degli investimenti o alla location delle risorse finanziarie.

Intanto, andiamo avanti, come “vincoli sparpagliati”, per il futuro si vedrà!

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[1] Pappagone, è un personaggio immaginario televisivo ideato e interpretato da Peppino De Filippo