Swissleaks: in Svizzera il conto del numero uno HSBC. Maggior calo da 2011 dopo utili

23 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Finisce nella bufera anche Stuart Gulliver, amministratore delegato di HSBC: lo stesso che aveva promesso di attuare importanti riforme dopo lo scandalo Swissleaks del colosso bancario, migliorandone la trasparenza, ha nascosto milioni di sterline in un conto svizzero attraverso una società panamense.

Cinque milioni di sterline, l’equivalente di 7,6 milioni di dollari, sono stati dirottati nel conto. Giornata no per la banca travolta dallo scandalo Swissleaks, che ha aiutato diversi correntisti a evadere il fisco.

Resi noti anche i risultati di bilancio, che hanno messo in evidenza un calo -17% degli utili nel 2014, a $18,7 miliardi (equivalente di 12,2 miliardi di sterline). Tonfo del titolo, che registra il calo più forte in più di tre anni, esattamente dal novembre del 2011, -5,2%, scendendo al minimo in due anni e mezzo.

L’istituto ha spiegato il calo della redditività con gli effetti negativi delle multe e delle somme che ha dovuto pagare per chiudere contenziosi legali. In concomitanza con la pubblicazione del bilancio, HSBC si è scusata di nuovo per lo scandalo Swissleaks, definendo il suo comportamento “inaccettabile”.

La banca ha aggiunto che ripristinare la fiducia “sarà una sfida significativa”. Ma di certo non aiutano ora le rilevazioni sul numero uno Gulliver.

Stando alle indiscrezioni del Guardian, che ha fatto lo scoop, il dirigente è il principale beneficiario di un conto intestato a nome di Worcester Equities Inc, società anonima registrata a Panama, che nel 2007 contava appunto $7,6 milioni. In precedenza, i bonus di HSBC erano stati pagati fino al 2003 attraverso questo conto.

Gulliver era detentore anche di un secondo conto intestato a Worcester Foundation, che era stato chiuso prima del 2007.

Sebbene residente nel Regno Unito, dove HSBC ha il suo quartiere generale, Gulliver ha il domicilio a Hong Kong, ed è lì che risponde sulle questioni legali e inerenti al fisco. 55 anni, amministratore delegato dal gennaio del 2011, il dirigente dovrà rispondere proprio oggi, in occasione della pubblicazione del bilancio di HSBC, dello scandalo che ha travolto la sua banca, e ora anche lui.

Un portavoce di Hsbc ha confermato le indiscrezioni del Guardian senza rilasciare dettagli sulla cifra depositata, e ha aggiunto che il conto è stato aperto dal ceo nel 1998 ed è stato dichiarato alle autorità fiscali del Regno Unito. “Stuart Gulliver non ha beneficiato di alcun vantaggio fiscale”, ha detto, sottolineando che all’epoca Gulliver viveva e lavorava ad Hong Kong, ed è lì che ha versato le tasse dovute.

E lo stesso Guardian non accusa l’AD. (Lna)