Svizzera, si avvicina il referendum “Salvate il nostro oro”. Allarme Banca centrale

27 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Massima attenzione alle quotazioni dell’oro, in previsione del referendum che si terrà domenica 30 novembre in Svizzera, per decidere se la Banca Centrale del paese, la Swiss National Bank (SNB) debba frenare le vendite del metallo prezioso, aumentando le riserve dal livello attuale del 7-8% dei propri asset fino al 20%.

L’iniziativa è stata proposta dal partito svizzero ultra-conservatore e ha preso il nome di “Salvate il nostro oro svizzero”; l’intenzione è quella di aumentare l’indipendenza della Svizzera in tempi di incertezza, garantendo che l’oro rimanga all’interno dei confini nazionali.

Il presidente della Banca centrale svizzera ha lanciato un allarme, affermando che la mossa è “pericolosa”. Citigroup ha commentato l’iniziativa affermando che non ha alcun senso, dal momento che a suo avviso il metallo è l’equivalente della moneta virtuale Bitcoin.

Gli ultimi sondaggi riportano intanto che la maggioranza degli elettori è contraria alla proposta, anche se molti sono gli indecisi.

“Non esiste alcuna ragione economica o finanziaria affinché una banca centrale possieda qualsiasi tipo di materia prima, anche se tale commodity detiene un valore intrinseco – ha commentato Willem Buiter, responsabile economista di Citi ed ex membro del Consiglio della Bank of England – Impedire a una banca centrale di vendere oro riduce il valore di queste riserve di oro a zero”.

L’iniziativa, se approvata, “potrebbe presentare un rischio di inflazione, che le autorità di politica monetaria combatteranno in modo vigoroso”, hanno scritto gli analisti della divisione di ricerca di Société Générale guidata da Patrick Legland.

La mozione propone anche il rimpatrio di oro svizzero al momento in Canada e Regno Unito, oltre all’acquisto da parte della SNB – secondo i calcoli di Citigroup – di almeno 1.733 tonnellate di oro, rispetto alla produzione attuale annua di 2.500 tonnellate, per raggiungere il target del 20% di asset entro il 2019.

Con 1.040 tonnellate di oro, la Svizzera è già il settimo possessore di oro al mondo, stando ai dati del Fondo Monetario Internazionale. Gli acquisti aggiuntivi, che secondo la Banca centrale svizzera avrebbero un valore corrispettivo di circa 70 miliardi di franchi, farebbero schizzare il paese al terzo posto della classifica globale, dopo gli Stati Uniti e la Germania.

Per Bank of America, un qualsiasi acquisto maggiore di oro da parte della Svizzera potrebbe scatenare un rally dei prezzi +18%, dopo il calo -1,1% quest’anno e la flessione -28% nel 2013 delle quotazioni del metallo prezioso.

Le conseguenze di un sì all’iniziativa potrebbero essere enormi, scatenando una corsa all’oro a livello globale. Nel frattempo, alle 7.15 circa ora italiana, le quotazioni del metallo prezioso scendono sui mercati newyorchesi -0,23% a $1.194,70 l’oncia.

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