Superbonus 110%, la stretta di Draghi. Cosa prevede il decreto anti frodi

11 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

Sì agli sconti edilizi e al Superbonus al 110%, ma servono controlli per evitare abusi e che perdano credibilità. E’ il ragionamento fatto dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, che trova conferma in un decreto ad hoc approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

Obiettivo:  fare chiarezza sugli sconti più utilizzati dagli italiani, e dunque più onerosi per le casse dello Stato e mettere al riparo dalle frodi, per evitare che i bonus edilizi “perdano credibilità”.

Proprio pochi giorni fa il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, in un’intervista al Sole 24 Ore, tracciando il bilancio a un anno dalla piena operatività della piattaforma per la cessione del crediti e dello sconto in fattura, aveva denunciato truffe e abusi dei bonus edilizi.

Stando ai dati riferiti da Ruffini in un anno sulla piattaforma si sono messi in moto scambi per circa 19,3 miliardi di euro di cui 6,5 miliardi per cessioni e sconti in fattura legati ad interventi del Superbonus al 110% (Ecobonus e Sismabonus), e i restanti 12,7 miliardi per tutti gli altri sconti edilizi, per un totale di circa 2 milioni e mazzo di operazioni comunicate all’Agenzia delle Entrate.

A fronte di questi consistenti movimenti finanziari l’Agenzia delle Entrate ha intercettato numerosi cessioni di crediti inesistenti soprattutto riferiti a interventi edilizi non effettuati. In altri casi è stata rilevata la cessione di crediti inesistenti riferiti a lavori fittiziamente realizzati addirittura in favore di persone inconsapevoli, che si sono ritrovate nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite.

Decreto-anti frode: le novità

Numerose le novità. A partire dalla  nascita di listini prezzi di riferimento per evitare che i costi dei lavori lievitino in modo anomalo. Non solo. Previsto inoltre uno stop a cessione del credito o sconto in fattura per Superbonus e gli altri bonus ristrutturazioni se emergono “profili di rischio” che vanno verificati.

In particolare si prevede che l’agenzia delle Entrate possa sospendere “fino a 30 giorni” gli effetti delle comunicazioni di cessione del credito in base a specifici profili di rischio che saranno individuati per ogni “diversa tipologia dei crediti ceduti”. All’esito positivo delle verifiche, o trascorsi 30 giorni, la cessione del credito diventa efficace.

E ancora.  Viene esteso l’obbligo del visto di conformità – rilasciato da commercialisti e Caf – anche nel caso in cui il Superbonus 110% sia portato in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. L’obbligo non sussiste se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente.

Confermata cessione del credito

In manovra infine vengono poi rifinanziate per tre anni, fino al 2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura in favore di sismabonus, ecobonus (tra cui gli infissi), bonus facciate e le colonnine di ricarica.

Confermati anche la proroga della cessione del credito e dello sconto in fattura per il Superbonus al 110%, che vengono in questo caso prorogati fino al 31 dicembre 2025.

La detrazione relativa al Superbonus però comincerà a calare dopo il 2023: sarà del 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 e del 65% per quelle sostenute nel 2025. Resta, per ora, il limite per le villette unifamiliari gia’ approvato in Cdm: solo i proprietari con un Isee sotto i 25mila euro potranno accedere al super-sconto.