Stretto di Messina: il progetto controverso del ponte per unire l’Italia

22 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Avendo vissuto, per ragioni di lavoro, ben 17 anni in Terra di Calabria mi reputo un calabrese di adozione. Amo quella terra più di ogni altra cosa e so i problemi che vive, per effetto del traffico commerciale e automobilistico esistente con la sponda siciliana, in occasione del mare grosso che rende difficile la navigazione, ovvero in concomitanza alle festività (pasquali o natalizie) o anche nel periodo estivo: praticamente sempre!

In tali periodi, sul tratto autostradale prospiciente Villa San Giovanni, luogo d’imbarco, si forma una coda di decine di chilometri con grave nocumento alla circolazione ed ambiente circostante.
Personalmente quindi, ero assolutamente d’accordo nel passato recente e ancor più lo sono adesso per la realizzazione di un  ponte.

Dei circa dieci miliardi di euro del costo stimato, con tutto ciò che comporta il movimento e la disponibilità di tali somme di danaro, i contrari alla realizzazione dell’opera temono il rischio di infiltrazioni di organizzazioni affaristico-mafiose negli appalti, nelle forniture, nei servizi, trasporti, consulenze e quant’altro occorra al progetto esecutivo.

Ci risiamo: come per le Olimpiadi a Roma, per non correre rischi, fermiamoci, non facciamo nulla e non corriamo rischi.

Altri ancora predicano il verbo del “benaltrismo”, significando che ci vuole ben altro per risolvere i problemi di crescita e sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, non ritenendo la realizzazione dell’opera come una delle priorità.

Orbene, a coloro che la pensano in quel modo io dico che l’Italia è un grande Paese in grado di contrastare con efficacia i rischi paventati dalle infiltrazioni criminali. Abbiamo costituito l’Autorità nazionale anti corruzione (ANAC) con a capo un valente magistrato, si è fatta una legge anti corruzione, è stato recentemente modificato in modo radicale il Codice degli appalti.

La realizzazione di una infrastruttura di tale portata come il Ponte sullo stretto, metterebbe in moto una economia che farebbe da volano per l’intero Mezzogiorno.

E’ un’opera strategica di fondamentale importanza per lo sviluppo di un territorio e dell’Italia intera.

AVANTI TUTTA!!!